Cerco lavoro: ti racconto come stanno le cose (7)
Le lettere di ragazzi disoccupati. Abbandonati, ignorati, senza grandi speranze spediscono curricula che non legge mai nessuno.
InviatoSpeciale pubblica le lettere di alcuni giovani. Raccontano le loro ‘esperienze’ di ricerca del lavoro. Un calvario inaccettabile ed intollerabile di tentativi che finisce quasi sempre con una delusione.
Mandate anche voi le vostre testimonianze, noi le pubblicheremo. Per dar voce, direttamente, a chi ha il diritto alla propria autonomia ed indipendenza ed invece è costretto a rimanere immobile ad aspettare non si sa più bene cosa.
InviatoSpeciale cerca di far breccia nel silenzio che circonda questo dramma nazionale, ma senza la vostra ‘partecipazione’ sarà uno sforzo inutile.
Il Cercatore di Lavoro
Nel mese di Aprile dell’ anno 2010 un personaggio misterioso si aggira per le lande desolate della provincia di Ascoli Piceno alla ricerca del tesoro del nuovo decennio, un’occupazione.
Le sue giornate scorrono lente tra l’ennesimo pseudo annuncio da agente di commercio e le cadenzate visite nelle agenzie interinali. La crisi economica l’ha investito, il colpo è stato duro ed ora fa la conta dei suoi lividi. Quella situazione di precariato che aveva vissuto negli anni passati come una condizione così scomoda ed insostenibile, gli appare oggi come un ricordo quasi malinconico, della serie “si stava meglio quando si stava peggio”.
La situazione è drammatica per chi non ha perso il lavoro, ossia per chi come lui non è stato coperto da mobilità o cassintegrazione perchè il suo lavoro non era fisso. Infatti i lavoratori interinali che in passato si erano adattati alle richieste del libero mercato cambiando lavoro mensilmente, settimanalmente o addirittura giornalmente ora si ritrovano senza sussidi economici per andare avanti. Le richieste di lavoro sono praticamente nulle e riuscire a raggiungere quei 4 mesi di contratto annui che servirebbero almeno per l’assegnino di disoccupazione è un’impresa assai ardua.
Sono molti che si trovano nella sua stessa situazione, per lo più giovani. Qualcuno di loro ha addirittura compiuto la pazzia di fare un mutuo per comprare la casa o l’ automobile ed ora non ha modo di rispettare le scadenze dei pagamenti.
Di colloqui neanche più l’ombra. Le agenzie di lavoro chiudono.
Il cercatore di lavoro torna a casa ed accende la tv, ma non sente parlare dei suoi problemi, dei problemi della gente come lui, di chi è in difficoltà . Il lait motiv dei tiggì e dei programmi di approfondimento è ogni giorno quello dei “drammi” del nostro premier. Il fatto è che al cercatore di lavoro non gli importa un fico secco di tutto questo. Egli pensa che i giovani abbiano il massimo della potenza fisica e mentale ma questa società non investe su di loro e non ne capisce il motivo. D’altra parte non capisce nemmeno il motivo per cui i giovani non s’indignino per questo immobilismo.
Nel ’68 si è messa in campo una rivoluzione sociale che oggi avrebbe forse ancora maggior ragione d’ essere, eppure niente si muove. C’è rassegnazione o non c’è coscienza di classe?
Massimo Lucidi
Il cercatore di lavoro
Rubrica a cura di Davide Falcioni. Spedite le vostre storie a questo indirizzo di posta: d.falcioni@inviatospeciale.com


Ciao Massimo!!
Mi è piaciuto tantissimo il tuo articolo, dovrebe essere pubblicato x le strade così da smuovere chiunque lo legga, promulgato nelle università ed inviato a qualche programma tv…purtroppo la situazione è quella che è, hai ragione…io lavoro fuori l’Italia e la situazione è diversa. Ai giovani italiani dico “forza, coraggio e rivoluzionate!!” un affettuoso saluto!!
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