cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Cerco lavoro: ti racconto come stanno le cose (6)

Autore: . Data: martedì, 27 aprile 2010Commenti (0)

Le lettere di ragazzi disoccupati. Abbandonati, ignorati, senza grandi speranze spedicono currucula che non legge mai nessuno.

InviatoSpeciale pubblica le lettere di alcuni giovani. Raccontano le loro ‘esperienze’ di ricerca del lavoro. Un calvario inaccettabile ed intollerabile di tentativi che finisce quasi sempre con una delusione.

Mandate anche voi le vostre testimonianze, noi le pubblicheremo. Per dar voce, direttamente, a chi ha il diritto alla propria autonomia ed indipendenza ed invece è costretto a rimanere immobile ad aspettare non si sa più bene cosa.

“Arcipelago Stage”
Sempre più giovani rimangono per anni invischiati nel sistema dei tirocini

“L’Italia è una repubblica fondata sullo stage”. Così si esprimeva il giornalista Beppe Severgnini, già qualche anno fa, per commentare la palude che dovrebbe traghettare i giovani nel mondo del lavoro.

Una palude fatta di leggi (soprattutto la legge Treu del 1997) non solo vecchie, ma anche nate in un sistema lavorativo totalmente diverso da quello attuale: non esisteva ancora il precariato e i contratti di apprendistato non erano ancora finiti nel dimenticatoio.

Oggi invece lo stage e l’abitudine di non retribuire i giovani per periodi anche molto lunghi sono talmente radicati che gli stessi ragazzi li vedono come una tappa obbligata e giustificabile. Si creano così situazioni per cui anche quando un’azienda vuole assumere, obbliga a un periodo di stage propedeutico e risparmia cosi lo stipendio dei primi mesi. Lo stage è diventato, nel migliore dei casi, un preapprendistato gratuito obbligatorio, totalmente disconnesso da quella funzione di alternanza scuola lavoro in cui la normativa vigente lo inquadrava.

In realtà l’”arcipelago stage” è però composto di tante sfaccettature: dalle aziende virtuose che lo utilizzano onestamente ma che, come spiega Eleonora Voltolina, direttrice di larepubblicadeglistagisti.it, “sono soprattutto le grandi imprese e le multinazionali”, alle piccolissime aziende di tre o quattro impiegati che non potrebbero a rigor di legge ospitare stagisti, ma su cui si chiude un occhio perchè altrimenti, sostiene Carlo Magni dell’Università La Sapienza, “non si riuscirebbe a garantire gli stage curricolari a tutti gli studenti, in un sistema lavorativo dove il novanta per cento delle imprese sono piccole o piccolissime”.

Questo basti a chiarire quanto la legge che regola gli stage sia assolutamente inadeguata all’attuale mondo del lavoro: così inadatta che le stesse amministrazioni pubbliche si sentono libere di interpretarla e piegarla come meglio credono. E’ il caso della Regione Calabria che emette voucer da mille euro al mese per stagisti che poi si scopre essere professionisti già affermati, o della Regione Basilicata che ha copiato l’iniziativa il mese scorso. Il senatore Pietro Ichino, che su questi casi ha proposto due interrogazioni parlamentari, spiega che “si è trattato di esempi del più bieco assistenzialismo e di un modo per creare clientelarismi”. Diversi partecipanti a questi stage, come Maria Grazia Bisurgi, hanno poi confermato che l’attività di stage consisteva nel giocare al solitario di Windows per diverse ore al giorno.

Infiniti quindi i modi per eludere una legge che pone come base per lo svoglimento degli stage la stipula di una convenzione tra ente ospitante e ente promotore, ma che poi permette di sostituire  all’ente promotore (che dovrebbe essere un’Università o comunque un ente formativo che possa poi seguire effettivamente i ragazzi attraverso un tutoraggio efficace) vere e proprie agenzie di lavoro interinale gratuito come SportelloStage o simili, e che  comunque permette la promozione di “tirocini atipici” che possono fregarsene dei parametri di legge. Questo comporta che, come scrive il prof. Paolo Pascucci, autore del libro “Stage e Lavoro”(Giappichelli Editore, 2008): “Nell’ipotesi di uno stage estremamente atipico, realizzato senza una convenzione a monte, senza un progetto formativo e senza un tutore, sarebbe davvero arduo provare che non si tratta di un rapporto di lavoro”.

Il poblema è che fin che si continua a non considerare lo stage un rapporto di lavoro, le autorità come l’Ispettorato del Lavoro non hanno giurisdizione in merito e a lamentarsi di eventuali trasgressioni, con risultati sempre deludenti, rimane solo il malcapitato stagista.

Marcello Brecciaroli

Rubrica a cura di Davide Falcioni. Spedite le vostre storie a questo indirizzo di posta: d.falcioni@inviatospeciale.com

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008