Cerco lavoro: ti racconto come stanno le cose (5)
Le lettere di ragazzi disoccupati. Abbandonati, ignorati, senza grandi speranze spedicono currucula che non legge mai nessuno.
InviatoSpeciale pubblica le lettere di alcuni giovani. Raccontano le loro ‘esperienze’ di ricerca del lavoro. Un calvario inaccettabile ed intollerabile di tentativi che finisce quasi sempre con una delusione.
Mandate anche voi le vostre testimonianze, noi le pubblicheremo. Per dar voce, direttamente, a chi ha il diritto alla propria autonomia ed indipendenza ed invece è costretto a rimanere immobile ad aspettare non si sa più bene cosa.
InviatoSpeciale cerca di far breccia nel silenzio che circonda questo dramma nazionale, ma senza la vostra ‘partecipazione’ sarà uno sforzo inutile.
Mi chiamo Cintia Cattoni, ho32 anni, vengo da Rosario. Argentina.
L’idea di prendere il volo per l’Italia mi venne dopo il viaggio a Recanati per fare visita a mio fratello.
Ho sempre avuto la voglia e il sogno di conoscere altre culture e gente nuova, e in più stavo in pieno recupero di una malattia che ho sofferto per 10 anni e questa esperienza pensavo mi avrebbe reso più forte. La scelta migliore per me era l’Italia, la terra delle mie radici, quella che il mio bisnonno ha dovuto lasciare per la guerra e la povertà quasi un secolo fa.
Mi sono laureata in Medicina Veterinaria in Argentina il 16 di agosto del 2008.
Appena arrivata ho iniziato a dare una mano ad alcuni miei parenti, proprietari di un agriturismo a Recanati. Poi ho iniziato la facoltà per fare il riconoscimento di Laurea e, veramente, le difficoltà sono state tante, e mi si sono presentate cose che non mi aspettavo. Posso dire che sono orgogliosa dell’ Argentina dove abbiamo la possibilità di scegliere tra l’educazione pubblica e privata e cosi tutti hanno la possibilità di studiare dove non si pagano le tasse. In Italia tutto costa caro, anche dare esami e la tesi di laurea ha un prezzo altissimo.
Il soldi che mi ero portata dall’ Argentina sono diventati nulla con il cambio e non sono riuscita a trovare un lavoro pur facendo varie domande; mi sono iscritta al centro dell’impiego ma non sono mai stata chiamata per nessun lavoro, neanche per un semplice colloquio.
Dopo un anno di facoltà e dopo aver dato diversi esami mi sono laureata il 9 di marzo di 2010. Tuttavia adesso ancora non posso fare la veterinaria perché qui non si può lavorare fino a quando non si è dato l’esame di stato, per il quale si deve pagare. Naturalmente…
Sono riuscita ad andare avanti soltanto grazie all’aiuto della mia famiglia. Tutti mi hanno dato una mano, in Argentina e in Italia. Ma devo ringraziare soprattutto la mia pazienza perché tutto quello che credevo di fare a tutt’oggi non lo posso fare.
A quasi due anni dal mio arrivo in Italia continuo continuo a non avere un lavoro ben retribuito: mi chiedo il perchè, tutti mi dicono che sono arrivata in un periodo brutto,che poi sarà diverso un giorno o l’altro.
Devo dire che ho tantissima voglia di tornare in Argentina ma solo una cosa mi fa restare qui: la fede che tutto cambierà ..e potrò realizzare i miei sogni.
Non so se resterò per sempre in Italia ma so che non vorrei tornare con le mani vuote nel mio paese…
Cintia Cattoni
Rubrica a cura di Davide Falcioni. Spedite le vostre storie a questo indirizzo di posta: d.falcioni@inviatospeciale.com


Forza Cintia, il tuo paese ha accolto tanti italiani e la tua storia fa bene a ricordarcelo. Dobbiamo imparare ad accogliere persone come te.
In bocca al lupo
Grazie Andrea,veramente ho bisogno di queste parole..ma devo dire mi sento forte!!!!vado avanti e con fede!
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