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Bancarotta Italia, le balle del governo

Autore: . Data: venerdì, 9 aprile 2010Commenti (0)

Crollo dei redditi e giallo su un buco nei conti pubblici. Non calano le tasse e potrebbe arrivare una nuova manovra finanziaria.

Il governo Berlusconi ed il ministro dell’Economia, lo stimatissimo dalla Lega Giulio Tremonti, forse utilizzano ancora il pallottoliere al posto delle calcolatrici. Mentre il premier parla di ‘crisi alle spalle’ l’Istat ha diffuso le cifre sul reddito disponibile per le famiglie del 2009, diminuito del 2,8 per cento.

Il dato comunicato dall’Istituto di statistica è relativo al quarto trimestre 2009 e si riferisce al periodo gennaio-dicembre 2009, ossia all’intero anno 2009. Le variazioni tendenziali sono calcolate rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (ossia l’intero 2008), mentre quelle congiunturali rispetto al periodo ottobre 2008 – settembre 2009.

Nel quarto trimestre 2009 il reddito disponibile delle famiglie (il settore comprende le famiglie consumatrici, quelle produttrici e le istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie) è diminuito dello 0,2 per cento in valori correnti rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi finali si è ridotta dello 0,1. Su base tendenziale il reddito è calato del 2,8 per cento, mentre la spesa dell’1,9.

In linea con il calo del reddito, il potere d’acquisto delle famiglie (cioè il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) è diminuito dello 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente e del 2,6 rispetto all’anno precedente. Cala anche la propensione al risparmio delle famiglie, che nel quarto trimestre è stata pari al 14 per cento, lo 0,7 in meno rispetto al 2008.

È proseguita poi la flessione del tasso di investimento delle famiglie, che nel quarto trimestre si è attestato all’8,8 per cento, risentendo di una riduzione degli investimenti pari al meno 2,2 per cento, di molto superiore a quella del reddito disponibile, a meno 0,2. Rispetto al 2008 il tasso di investimento si è ridotto dello 0,7 per cento.

Intanto alcune gole profonde della maggioranza, secondo le quali la notizia sarebbe stata anticipata da Berlusconi in persona durante una riunione di partito, il governo avrebbe allo studio una manovra finanziaria da 4-5 miliardi di euro a copertura di spese correnti 2010. Tra l’altro i soldi mancherebbero a causa delle spese per rifinanziare le missioni all’estero e la cassa integrazione, esplosa per via della crisi che sta soffocando le aziende.

Giulio Tremonti conferma e smentisce nello stesso tempo. Ha confermato il ministro più vicino alla Lega “l’impegno del governo con la Commissione Ue per una correzione dello 0,5 per cento del Pil sul 2011″. Ha smentito la manovra, ma confermato la correzione del deficit tendenziale 2011, che dovrebbe essere affrontata con “la legge di stabilità”. Insomma, il problema c’è, ma sarà risolto l’anno prossimo, non subito.

Invece, le ‘voci’ provenienti dal centro destra e non dall’opposizione avevano riferito di una manovra bis da varare con decreto legge prima dell’estate, probabilmente a giugno. I ‘confidenti’ avrebbero sostenuto anche come l’intervento fosse imposto dalla necessità di finanziare le spese correnti, probabilmente perchè nel borsellino del premier sono rimasti solo spiccioli. Una valutazione ancora più approfondita potrà essere fatta a fine maggio, con il quadro dell’andamento delle entrate fiscali e solo allora si saprà qual’è la verità.

Sempre ieri almeno 400 gli amministratori della Lombardia si sono riuniti in piazza San Babila per poi raggiungere in corteo la prefettura di Milano. Protestavano contro i tagli agli enti locali e ai rigidi vincoli del patto di stabilità interno voluti dal governo. Interessante notare che si trattava di sindaci ed assessori di tutti gli schieramenti politici, dal leghista Attilio Fontana di Varese a quello del Pd di Sesto San Giovanni, da Lorenzo Guerini primo cittadino di centrosinistra a Lodi a Ettore Fusco sindaco, celtico-padano di Opera. Tutti uniti e con le casse vuote.

Roberto Cornelli, sindaco Pd di Cormano, ha detto: “Mancava solo il sindaco di Milano che anche questa volta dimentica i bisogni dei cittadini. A Milano mancano in bilancio i 36 milioni di euro dei rimborsi Ici, soldi che i milanesi hanno versato per la loro città, ma che il governo di centrodestra continua a tenersi. Eppure anche oggi non la Moratti c’era”.

Il sindaco del capoluogo lombardo non si è preoccupata più di tanto dell’iniziativa dei suoi colleghi ed ha commentato: “Non ho nessun rimpianto, io ho lavorato con i sindaci e l’incontro con il governo l’abbiamo ottenuto”.

Sui dati Istat diffusi sui redditi delle famiglie, il tasso di profitti delle imprese (i peggiori dagli anni ’90) e sulla propensione al risparmio, il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani ha dichiarato che è ormai chiaro che “non siamo fuori dalla crisi”. Il sindacalista ha aggiunto: “Purtroppo, essendo precipitati molto (i redditi, ndr), la risalita è praticamente invisibile e quindi, come tale, è davvero una fase che si prolungherà, purtroppo. Tanto più se il governo non fa nulla”.

Insomma, il quadro generale dell’economia è sempre più preoccupante, ma le forze politiche (centro sinistra compreso) si occupano di ‘riforme istituzionali’, invece di affrontare una crisi che sta trascinando decine di migliaia di cittadini nella povertà ed i comuni, non solo quelli lombardi, alla bancarotta.

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