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Alieni, che paura

Autore: . Data: lunedì, 26 aprile 2010Commenti (0)

Esistono e sono pericolosi, secondo un astrofisico britannico

E’ noto nell’ambiente per essere un anticonformista Stephen Hawking, un astrofisico britannico fino all’anno scorso titolare a Cambridge della cattedra lucasiana di Matematica e Fisica, ma le sue dichiarazioni (che andranno in onda nei prossimi giorni su ‘Discovery Channel’) sono comunque destinate a suscitare scalpore. Hawking parte dal presupposto che in un universo con cento miliardi di galassie, ciascuna contenente centinaia di milioni di stelle, è improbabile che la Terra sia l’unico luogo dove si sia evoluta la vita. “Per il mio cervello matematico – ha sostenuto in un’intervista apparsa sul ‘Sunday Times’ – i numeri da soli fanno pensare che è perfettamente razionale l’esistenza di alieni”.

Il cosmologo ha lanciato – diciamo così – l’allarme: “L’umanità non deve in nessun caso entrare in contatto con loro, ciò potrebbe essere devastante”. Le dichiarazioni del ricercatore britannico compariranno in un nuovo documentario tv che si occuperà tra l’altro delle sue opinioni sull’universo e delle forme di vita extraterrestri. Le quali non si discosterebbero particolarmente da quelle già conosciute sul nostro pianeta: a giudizio dello studioso avremmo infatti a che fare dal microbo al ‘bipede intelligente’, proprio come sulla Terra. Le forme più probabili di vita potrebbero essere microrganismi e animali semplici, ma Hawking si premura di mettere in guardia l’umanità dal possibile incontro con gli alieni più evoluti: “Il contatto con loro potrebbe essere disastroso per la razza umana”, perché potrebbero tentare di sfruttare la nostra Terra per raggiungere loro obiettivi, prima di abbandonarla.

Lo scienziato paragona tale situazione con la quella della scoperta dell’America nel 1492: “Quando Colombo sbarcò in America, le cose non sono più andate così bene per gli indigeni”. Hawking immagina in buona sostanza figure ‘nomadi’ che, dopo aver esaurito tutte le risorse del proprio pianeta, andranno a caccia attraverso le galassie di altri pianeti da sfruttare. Inoltre, “questi esseri potrebbero sottomettere e colonizzare i pianeti a bordo di navi giganti, basta guardare a noi stessi per vedere come potrebbe svilupparsi la vita intelligente in qualcosa che non vorremmo incontrare”.

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