Alfano all’attacco del Csm
Il ministro della Giustizia vuole riformare l’organo di autogoverno dei giudici. E non solo.
“La sezione disciplinare del Csm è da riformare. Con legge ordinaria si può pensare a istituire una sezione autonoma disciplinare svincolata dai negoziati del plenum che finiscono per influenzarne le decisioni finali. Una sezione del tutto indipendente”. Lo ha detto in un’intervista a Il Mattino il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha anche definito “una falsa notizia” quella secondo la quale il governo vorrebbe trasformare l’organo di autogoverno dei giudici in un quiz televisivo, stabilendo la nomina dei componenti per ‘sorteggio’.
Nell’intervista il Guardasigilli ha parlato anche della riforma sulle intercettazioni che ha in cantiere: “Vogliamo ad ogni costo tutelare la libertà e la segretezza delle comunicazioni, come prevede l’art. 15 della Costituzione. Vogliamo difendere i cittadini dall’invasione della loro privacy”. Alfano non sembra preoccupato delle conseguenze del suo provvedimento, che impedirà alla magistratura di indagare sul crimine autorizzato, che probabilmente, a suo parere, ha diritto anch’esso alla privacy.
Secondo il ministro la sinistra parla di diritto di cronaca e diritto alle indagini “per giustificare la sua tendenza al giustizialismo”, nuova parola dispregiativa inventata per descrivere chi chiede il rispetto della legge. Non si è mai ascoltato nessun ‘garantista’ chiedere cautele, per esempio, durante indagini a carico di stranieri sospettati di qualche crimine, a differenza di quanto avviene se le indagini sono indirizzate nei confronti di politici o di personaggi contigui al Palazzo.
I due anni di permanenza al ministero, ha aggiunto il ministro, “non sono stati facili. Eppure, siamo arrivati alla riforma del processo civile e a provvedimenti sulla criminalità organizzata che non si vedevano dai tempi di Falcone e Borsellino”.
Nessuno si è reso conto delle profonde ‘trasformazioni’ propagandate da Alfano, mentre la cronaca ogni giorno ricorda ai cittadini come mafia, ‘ndrangheta e camorra abbiano legami stretti con la politica e come i reati finanziari, almeno secondo i dati fino ad ora disponibili siano in crescita.
Alfano ha anche lamentato “la tendenza strutturale alla conservazione dello status quo propria della sinistra e di certa parte della magistratura associata rispetto alle ipotesi di riforma”. Si deve ricordare che sin dal suo insediamento uno dei ‘lavori’ principali del ministro è stato quello di elaborare provvedimenti per salvare Berlusconi dai processi, ‘Lodo Alfano’ compreso, ma bocciato dalla Corte Costituzionale. Non certo una buona referenza da inserire nel curriculum di un Guardasigilli.


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