Aids: 40mila italiani malati senza saperlo
I dati sono agghiaccianti, mentre i governi da anni non fanno alcuna opera seria di prevenzione ed informazione sulla malattia.
In Italia 40 mila persone sono sieropositive all’Hiv e non sanno di esserlo, e proprio a loro si possono ricondurre dal 50 al 75 per cento delle nuove infezioni che si verificano ogni anno, che vanno dalle 4 alle 6 mila.
A dirlo è l’infettivologo Mauro Moroni, a margine dell’incontro ‘Milano contro l’Aids’. Il ritardo nella diagnosi, spiega Moroni, che è anche presidente Anlaids Lombardia, riguarda il 60 per cento dei casi, e in media il sieropositivo scopre di essere infetto 6-7 anni dopo.
“L’Aids ha perso la carica di emotività che aveva 15-20 anni fa – spiega l’esperto – quando mancavano le cure e anche la possibilità di far sopravvivere i sieropositivi. Allora c’erano molti morti anche illustri, e questo faceva sì che i media fossero molto attenti al problema. Oggi la situazione non è più questa, e l’Aids è passata tra le ultime possibili emergenze”.
“Purtroppo i problemi non sono risolti – prosegue Moroni – perchè in Italia si infettano 4-6 mila persone ogni anno. Si tratta di un numero consistente, queste persone non guariranno mai: dovranno a un certo punto curarsi, e le cure costano dai 20 ai 30 mila euro all’anno per persona, quindi sta diventando un problema di salute pubblica”.
Il fenomeno della ‘sieropositività sommersa’, conclude l’esperto, “è tipico di tutto il mondo occidentale, e richiederebbe delle campagne di informazione e di sensibilizzazione pressanti, continue, che purtroppo mancano”.
In Italia in particolare, dove anche per l’ingerenza della gerarchia cattolica l’argomento non riesce ad essere affrontato con la necessaria serietà . Mentre i colpiti da Hiv aumentano in modo preoccupante.


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