Sindacalisti si incatenano davanti al ministero di Alfano
Protesta contro lo smantellamento del sistema giudiziario.
Alcuni rappresentanti sindacali di Cgil, RdB, FLP e UIL si sono incatenati ieri davanti al ministero della Giustizia con un cartello appeso al collo contro “lo sfascio» del settore”, mentre altri loro colleghi che erano all’interno del dicastero di via Arenula esibivano lo stesso striscione.
I manifestanti protestavano contro la firma da parte dell’Amministrazione, della Cisl e dell’Unsa -Sag, che a loro parere “rappresentano la minoranza dei lavoratori”, dell’ accordo integrativo sul personale giudiziario.
Per i sindacati l’accordo “prevede un ordinamento professionale che porterà al demansionamento dei lavoratori e a un peggioramento del servizio”.
Le organizzazioni dei lavoratori hanno minacciano di chiedere ai dipendenti del settore di astenersi dallo spoglio delle prossime elezioni regionali.
Altri rappresentanti degli stessi sindacati “si sono recati – come hanno spiegato in una nota – davanti alla Sala verde dove era in corso una riunione ufficiale con il ministro, il quale non ha voluto riceverli e si è allontanato”, mentre gli esponenti sindacali “sono stati tutti identificati dalla polizia”.
Con questo ordinamento, accusano i quattro sindacati, “ci saranno 7903 cancellieri e 1678 ufficiali giudiziari in meno che espleteranno gli atti a loro attribuiti dalla legge”.
Anche per questo la protesta non si fermerà : “dal 15 al 20 marzo i lavoratori si atterranno rigorosamente alle norme ed ai regolamenti”. Sono inoltre in programma “presidi ed assemblee sui posti di lavoro in tutta Italia e in queste condizioni i lavoratori non potranno garantire il lavoro post-elettorale”.
Intanto il governo si ‘applica’ per consentire al premier di salvarsi dai processi a suo carico.


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