Scoperta storica: Tg1 e Tg5 a favore del governo
Se ne è accorta l’Autority, che ha comminato una multa da 100 mila euro. Intanto tutto resta come sempre.
La Commissione Servizi e Prodotti dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, sulla base dei monitoraggi delle edizioni dal 14 al 20 marzo, ha scoperto quello che era ampiamente noto a tutti gli spettatori italiani, di qualsiasi parte polticia, ovvero che nel Tg1 e nel Tg5 c’è un forte squilibrio informativo a favore di Pdl e Pd.
La ‘complicatissima’ indagine ha anche verificato la presenza marginale di informazioni riguardanti le altre forze politiche, in particolare delle nuove liste che si sono presentate alle elezioni.
La Commissione “ha pertanto comminato, all’unanimità , una sanzione di 100.000 euro al Tg1 e al Tg5, che presentavano il maggiore squilibrio, ed ha, nel contempo, rivolto un richiamo a tutte le emittenti ad attuare un immediato riequilibrio dell’informazione entro la chiusura della campagna elettorale”.
La decisione è arrivata a 48 ore dall’apertura dei seggi e mostra ‘l’efficienza’ dell’Autorità guidata da Calabrò.
Nel frarrempo fonti di stampa non verificate hanno annunciato un’altra notizia ‘strabiliante’. Riguarderebbe l’apertura, sempre da parte dell’Autority per le telecomunicazioni, di un’istruttoria sulla sospensione dei talk show da parte della Rai fino al voto per le Regionali.
Avevano presentato esposti la Federazione della stampa, l’Usigrai e l’associazione Articolo 22. A segnalare la presenza di possibili violazioni delle regole anche i capigruppo in commissione di Vigilanza Fabrizio Morri del Pd e Roberto Rao dell’Udc.
Fnsi e Usigrai avevano auspicato un immediato intervento dell’Agcom per il ripristino di Porta a Porta, Annozero, Ballarò e L’ultima parola.
Secondo i due sindacati dei giornalisti, mai particolarmente duri nei confronti della lottizzazione imperante che ha devastato l’immagine dell’informazione del servizio pubblico, le repliche di film e telefilm in onda al posto dei talk show rappresentano una “sottrazione di informazione che è tanto più negativa in periodo elettorale”.
Fnsi e Usigrai, inoltre, hanno sostenuto che lo stop deciso dalla Rai “va ben oltre il contenuto del regolamento” emanato dalla Commissione di vigilanza, a sua volta “in contraddizione con la legge sulla par condicio”.
Per Articolo 21, poi, in base al Testo Unico della radiotelevisione, la Rai “ha l’obbligo di garantire un adeguato numero di ore di trasmissione all’informazione nelle fasce orarie di maggiore ascolto, nonchè l’obbligo di trasmettere programmi di approfondimento informativo”, in base al contratto di servizio.
Morri e Rao, invece, hanno sostenuto che la decisione del cda della Rai di sospendere gli approfondimenti “costituisce una violazione delle disposizioni del Testo Unico della Radiotelevisione e del contratto di servizio”. Ai sensi dell’articolo 48 del Testo Unico, “l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è tenuta alla alla verifica dell’effettivo adempimento degli obblighi di servizio pubblico radiotelevisivo alla eventuale irrogazione delle relative sanzioni”: di qui la richiesta di adottare “tutti gli atti di competenza”.
Nessuno di questi solerti difensori della libertà di conoscenza, tuttavia, ha difeso realmente i telespettatori dalla caduta verticale della qualità dell’intera programmazione del servizio pubblico, dalla ormai pluriennale farsa delle nomine partitiche per qualunque ordine e grado di dirigente e per il sistematico smantellamento delle strutture dell’azienda, che sempre più ricorre ad appalti esterni e personale precario.
Centomila euro di multa ed una istruttoria che si concluderà quando tutti i giochi saranno stati fatti sono l’esatta fotografia delle garanzie che i cittadini hanno nei confronti di un sistema informativo del tutto piegato allo strapotere del presidente del Consiglio e del governo. Ed anche alle ormai minoritarie riserve indiane dell’opposizione, che non disdegna di applicare nei territori di sua competenza le stesse pratiche spartitorie della maggioranza.
Seneggiate napoletane, insomma, ma meno divertenti di quelle originali.


sono stanca di pagare bollette arretrate di enel gas, anche dopo che sono passata ad eni gas.. in due mesi bollette da 1300 00 ma siamo pazzi? a chi posso rivolgermi?
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