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In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

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Regionali: la soluzione ‘politica’ è una truffa

Autore: . Data: venerdì, 5 marzo 2010Commenti (0)

Dalla vicende delle liste emerge sempre più l’arroganza dei partiti.

La signora Rossi ed il signor Guidi arrivano a Fiumicino alle 12.30. Sono diretti a Tokio e prima di imbarcarsi hanno alcune incombenze da svolgere.

Prima di tutto arrivare in orario per il chek in, previsto dalla compagnia fino a 45 minuti dal decollo. Al desk dovranno consegnare il bagaglio, che se supera un certo peso è soggetto ad una sovratassa, quindi il passaporto valido ed il biglietto.

Una simpatica assistente di terra, dopo aver controllato i documenti ed asegnati i posti consegna loro la carta di imbarco, avvertendoli del termine ultimo consentito per salire sull’aereo.

I due passeggeri, però, invece di superare il controllo di sicurezza ed avviarsi al gate di imbarco decidono di andare prima a pranzo, poi fanno un giretto per negozi, invfine si intrattengono con alcuni conoscenti incontrati per caso.

Quando decidono finalmente di partire il loro aereo non c’è più ed a cercarli per lo scalo c’è la polizia, perchè la Compagnia prima del decollo ha dovuto recupare le loro valigie dalla stiva, temendo potesse trattardi di un tentativo di attentato e subendo anche un danno per il ritardo comunque accumulato.

Norme, procedure, adempimenti sono parte della vita quotidiana di qualunque cittadino. E se queste regole non vengono rispettate, come nel caso della signora Rossi e del signor Guidi non solo si perde l’aereo, ma si affrontano fastidiose conseguenze, prima tra tutte la perdita del biglietto per “no-show”, come si dice in gergo tecnico, ovvero per non essersi presentati in tempo.

Questo è quello che è successo al Pdl per le sue liste: non ha rispettato i termini eguali per tutti ed in alcuni luoghi è stato escluso dal voto.

La stessa ‘bocciatura’ ha colpito anche altri partiti in altri luoghi. In particolare a Milano non è stata ammessa neppure la ‘Lista Bonino-Pannella’ perchè l’ufficio centrale regionale della Corte d’appello ha rilevato che risultava “presentata da un numero non idoneo di iscritti”.

La democrazia non prevede un diritto quantitativo alla rappresentanza. Tutti i cittadini hanno eguale peso nello Stato e godono tutti di eguali prerogative. Lo stesso vale per i partiti, grandi o piccoli che siano.

Il sndaco di Roma, Gianni Alemanno, che proviene da una cultura fascista, ha detto ieri alcune cose preoccupanti.

A suo parere se la cadidatura Polverini fosse stata bocciata si sarebbe risciato di “alterare fortemente le prossime elezioni regionali”.

Per Alemanno se in Lombardia e Lazio il Pdl dovesse vedersi in difficoltà per aver sbagliato a seguire le norme, le elezioni regionali sarebbero “fortemente alterate, e questo credo che sia un problema anche del centrosinistra. Tutti si devono porre il problema e far sì che le elezioni del 28 marzo siano votazioni a cui tutti si possono iscrivere. Poi vinca il migliore, ma non si può partire con una situazione così alterata”.

Ma non è solo il sndaco di Roma ad aver idee poco chiare sul senso della democrazia. Perchè il berlusconismo, ovvero l’elaborazione ‘politica’ del ‘potere’ del premier ha fatto breccia anche nel centro sinistra.

Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, a proposito del vergognoso pasticcio a causa del quale il Pdl si è da solo messo nei guai ha sostenuto: “Siamo molto preoccupati” perchè “si è determinato un turbamento della campagna elettorale”.

Il dirigente del centro sinistra ha ricordato che le responsabilità sono da scriversi a chi ha sbagliato, ovvero al partito del presidente del Consiglio, ma ha anche aggiunto: “C’è un problema delicatissimo, non abbiamo mai pensato di vincere per abbandono dell’avversario”.

La confusione regna sovrana. L’avversario, come lo chiama Bersani, non ha abbandonato nulla, ha commesso errori procedurali gravi e per questo motivo è stato correttamente escluso dal voto.

Il Palazzo non si rende conto che non può supporre di godere di un privilegio di impunità che non è concesso ad un cittadino ‘semplice’ nel caso presentando una domanda per un concorso sbaglia nel compilare i moduli necessari o non rispetta le date previste.

Anche per lui le consegienze del suo errore sono gravi, ma non per questo si riaprono i termini e si ripete tutto di nuovo.

Ed è questo il principio della democrazia, rispettare le forme attraverso le quali diritti e doveri sono organzzati, senza prevedere eccezioni.

Ma con un Parlamento che vota condoni, leggi ad personam, legittimi ‘impedimenti’, sanatorie o cambia sistematicamente le regole del gioco (non di rado con maggioranze trasversali) è ormai ‘normale’ per i cittadini pensare che non tutti sono eguali di fronte alla legge.

Certo, gli elettori del Pdl non avranno modo di esprimere il proprio orientamento in alcune situazioni, ma non perchè sia stato loro negato un diritto, ma piuttosto perchè la parte alla quale sentono di aderire non ha rispettato un dovere.

E per chi un giorno si e l’altro pure chiede ‘pene certe’ per chi sbaglia dovrebbe essere chiaro come uno Stato democratico serio non prevede scappatorie.

Ma l’arroganza del Palazzo, l’ormai endemica abitudine a mentire da parte di partiti ed un clima di impunità nel quale le gorze politiche credono di poter fare tutto quello che vogliono non tiene conto dei principi elementari di libertà.

Anche per questo la verità è che il voto sarà falsato solo in un caso: se le liste saranno ammesse alla consultazione senza averne titolo. Ma pochissimi sembrano avere il coraggio di dirlo, almeno fino ad ora.

Roberto Barbera

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