Rai: stop a Ballarò, AnnoZero, L’ultima Parola, Porta a Porta
La ‘par condicio’ del Pdl censura i programmi. Tanto il Cavaliere controlla tutto il resto.
La maggioranza di centro destra del Cda della Rai, col pretesto di applicare il Regolamento della Commissione parlamentare sui servizi televisivi, ha sospeso i quattro programmi.
La proposta di chiusura è stata avanzata dal Direttore generale, Mauro Masi, ed è passata a maggioranza, con i voti contrari dei consiglieri d’opposizione e del Presidente, Garimberti.
“La sospensione danneggia l’azienda e gli utenti”, ha affermato il presidente. Garimberti ha ricordato in Cda di aver fatto “tutto il possibile perché non si arrivasse a questo esito”, compreso un ultimo estremo tentativo di avere dalla Vigilanza un’interpretazione formale utile all’applicazione del regolamento sulla par condicio meno dannosa per la Rai.
I commenti di alcuni dei conduttori delle trasmissioni sospese sono stati molto critici, anche se è innegabile che tutti questi programmi sono ormai una vetrina per una compagnia di giro di politici ed opinionisti vari che si passano la comparsata in tv escludendo una infinità di altri protagonisti egualmente titolati a discutere della vita del Paese.
Bruno Vespa, conduttore di Porta a Porta e stimatissimo dal Cavaliere ha detto che la decisione della Rai è “grave e sorprendente” e crea un “precedente preoccupante”.
Per Giovanni Floris la sospensione dei talk show è dannosa e “cercheremo ogni spazio nel diritto e nei regolamenti per riuscire ad andare in onda”.
Sul piede di guerra anche Usigrai, il direttore di Raitre, Di Bella e numerosi altri giornalisti e politici, tuttavia mai particolarmente indignati quando il Palazzo ha provveduto a nominare alcuni di loro in virtù dell’adesione a questo o quel partito.
Vincenzo Vita, membro della commissione di Vigilanza Rai, ha spiegato: “La Rai di questi tempi non poteva purtroppo che produrre un regolamento sulla campagna elettorale più realista del re. Non era un atto dovuto e neppure il testo votato a maggioranza dalla commissione di Vigilanza lo imponeva. Tantomeno la legge sulla par condicio, che – anzi – viene bellamente aggirata. È una scelta del tutto sbagliata che, con la forza dei numeri, impone al Paese un servizio pubblico dimezzato”.
Per il senatore del Pd tutto questo avviene “proprio quando il servizio pubblico dovrebbe esercitarsi nel massimo della sua espressione. Inoltre, è un oltraggio alla sintassi televisiva, che viene snaturata con un atto di imperio. C’è da sperare che la scelta di oggi non rimanga senza risposta”,
Le prossime settimane saranno ‘allietate’ quindi da inguardabili tribune poltiche, telegiornali faziosi, pomeriggi di pettegolezzi e reality. Insomma, non molto cambierà , perchè la malattia della rai è ben più grave e profonda, anche se questa ultima decisione è indubbiamente sorprendente.
Ed infine una domanda: e se nessuno si accorgesse della mancanza dei ‘conduttori’ oscurati?


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