Precari in lutto nel Lazio
Protestano medici e dirigenti sanitari abbandonati da anni. La crisi del Servizio sanitario nazionale colpisce lavoratori e pazienti, ma non trova soluzione.
Oggi oltre 1.500 persone, fra precari, medici e dirigenti sanitari del Lazio, indosseranno, sopra il camice che portano negli ospedali, la fascia nera al braccio in segno di lutto: a deciderlo è stato il Coordinamento intersindacale della dirigenza medica-veterinaria della regione, in seguito alla rottura della trattativa per il superamento del precariato con il commissario per l’emergenza Sanità, Elio Guzzanti.
Quella di oggi sarà dunque “una prima giornata di lutto”, così come la definiscono i sindacati, nella quale i precari porteranno la fascia nera al braccio sia in ospedale sia aderendo alla manifestazione nazionale di tutte le sigle mediche e della dirigenza “Fermiamoli”, in difesa del Servizio sanitario nazione (Ssn) e del diritto alla salute, oggi a Roma, per “manifestare pubblicamente il decesso delle speranze di centinaia di medici e dirigenti sanitari precari, soffocate nella culla dalla cieca rigidità della controparte”.
La trattativa per il precariato aveva portato, nell’estate scorsa, ad un protocollo che prevedeva un primo “censimento” del precari nella sanità del Lazio, al quale sarebbero seguiti alcuni contratti a tempo indeterminato nell’arco di tre anni. In seguito al suo insediamento come commissario, Guzzanti ha sospeso il protocollo. Si è aperta così la trattativa, la cui rottura ha sollevato la protesta.
“L’inaspettato schiaffo del commissario Guzzanti – spiega il coordinamento dei precari – chiude bruscamente lo spiraglio lasciato intravedere al tavolo del 17.02.10”. La proposta presentata dal commissario viene giudicata “inaccettabile e sprezzante perché rinvia la soluzione del problema, senza alcun riferimento temporale, al completo riordino di tutta le rete ospedaliera e territoriale”.


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