Polverini, i voti e la curva
La candidata Pdl, tifosa romanista, ieri è comparsa tra gli ultras laziali
Ieri sera, sul web, si sprecavano i commenti. Il più gentile? “Che cosa non si fa per un pugno di voti…”. Protagonista della vicenda squisitamente pre-elettorale la candidata del Pdl alla guida della Regione Lazio Renata Polverini, nota per essere una tifosa romanista, che ieri ha ostentatamente indossato una sciarpa biancazzurra e ha risposto all’invito degli ultras “Irriducibili” presentandosi in curva nord prima dell’incontro Lazio-Bari.
Per la cronaca, il sodalizio presieduto da Claudio Lotito ha incassato una sonora sconfitta (0-2) contro la modesta compagine pugliese, suscitando le ilarità dei cugini romanisti a proposito della maldestra operazione mediatico-politica, tanto più che sarebbe stato accertato (alla luce del risultato sul campo) che la signora “porta jella”.
A ben guardare, Totti e compagni – a proposito di strumentalizzazioni politiche – farebbero bene a guardare in casa loro: Polverini visitò infatti il campo di allenamento di Trigoria lo scorso 11 febbraio e disse con aria piuttosto solenne che “questo è il primo incontro con una società sportiva. Ne ho diversi in programma ma ho scelto inizialmente la Roma perché è una grande società, con una grande tradizione”. Peraltro, in quella circostanza, la candidata Pdl sentenziò in romanesco: “La maglia di Totti la vojo io”.
Curiosità a parte, la visita di Polverini nel covo degli ultras laziali mostra alcuni retroscena legati agli intrecci tra imprenditoria e politica della Capitale: è stata infatti organizzata dai leader della tifoseria biancoleste, i quali sono da tempo in forte polemica con il centro-destra oltre che in rotta con il presidente Lotito, a suo tempo sponsorizzato da ambienti An vicini, all’epoca, a Francesco Storace.
E’ dunque ipotizzabile che la candidata finiana, con questa apparizione, abbia cercato di ricucire lo strappo in atto, in nome di una presunta causa comune, vale a dire l’auspicio di una vittoria alle Regionali contro Emma Bonino.
Senonché, a giudicare dalle reazioni furiose che si colgono qua e là tra la tifoseria laziale (che vede di fronte a sé lo spauracchio della retrocessione in serie B), sembra proprio che la trovata mediatico-elettorale si sia rivelata un clamoroso flop.
Paolo Repetto


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