Pedofilia e Vaticano
Contraccolpi per gli scandali. Accolte le dimissioni del vescovo irlandese Magee.
Ratzinger ha accettato ieri le dimissioni di monsignor John Magee, vescovo di Cloyne, in Irlanda, coinvolto in un’ inchiesta sui casi di pedofilia.
Gli episodi di pedofilia, con violenze e stupri nelle scuole e nelle istituzioni gestite dalla Chiesa cattolica sarebbero centinaia.
Il ministro della Giustizia, Dermot Ahern, ha denunciato: “Quattro arcivescovi ossessionati dalla segretezza hanno protetto i responsabili e la loro reputazione ad ogni costo, mentre le autorità civili si voltavano dall’altra parte e concedevano l’immunità alla Chiesa”. Una situazione agghiacciante.
Magee aveva presentato le sue dimissioni all’inizio di marzo 2009 ed in passato era stato il segretario privato di Paolo VI e di Giovanni Paolo II.
Il vescovo irlandese era stato assegnato alla diocesi Cloyne, a sud del Paese, nel 1987 ed era stato coinvolto in uno scandalo su abusi sessuali compiuti da alcuni sacerdoti ai danni di ragazzini.
I fatti erano noti da tempo, ma le autorità ecclesiastiche avevano evitato di interessarsene, fino a quando il Comitato nazionale per la salvaguardia dei bambini aveva accusato Magee di non aver adottato alcuna sanzione ecclesiastica contro i preti dei quali era stata anche accertata la colpevolezza.
Adesso in fila per la ‘pensione’ rimangono altri quattro vescovi che hanno presentato le loro dimissioni dopo l’accertamento dei crimini pedofili nella Chiesa irlandese. Il Papa aspetta e quindi al momento solo due alti prelati sono tornati alla vita ‘privata’, Magee appunto e Donald Brendan Murray, vescovo di Limerick.
Intanto è emersa una nuova accusa a carico di Peter Hullermann, il prete pedofilo che Ratzinger, quando era arcivescovo, aveva accettato di far ‘curare’ nella propria diocesi di Monaco di Baviera nel 1980.
Il sacerdote, dopo la ‘terapia’ era stato di nuovo impiegato in attività pastorali ed avrebbe ripreso a molestare ragazzi.
L’arcivescovado di Monaco di Baviera e Frisinga ha diffuso un dispaccio nel quale si ammette un “presunto abuso” avvenuto nel 1998 a Garching/Alz, sempre in Baviera, quando Hellermann era “amministratore parrocchiale”.
Il comunicato aggiunge che “il caso non è caduto in prescrizione e la presunta vittima era all’epoca minorenne” ed annuncia l’invio degli atti alla Procura. Il religioso comunque risulta al momento sospeso da ogni incarico.


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