Pedofilia e preti: lo scandalo potrebbe esplodere anche in Italia
La Chiesa cattolica sarebbe coinvolta anche nel nostro Paese, almeno secondo l’Associazione ‘la Caramella buona’.
Roberto Mirabile, presidente dell’Associazione antipedofilia ‘La Caramella buona’, ha detto che lo scandalo dei preti pedofili che ha travolto le Chiese europee, dall’Irlanda alla Germania, all’Austria, “sta per scoppiare anche in Italia, è solo questione di settimane”.
Mirabile ha aggiunto che “il Papa non dovrebbe aspettare una causa miliardaria”, ma convocare i vescovi italiani e “fargli una bella lavata di testa”, chiedendo loro di “fare chiarezza su troppi episodi oscuri a casa nostra”.
Secondo il rappresentante dell’Associazione è dunque solo questione di tempo, poco tempo, prima che, anche nel nostro Paese, si scoperchi il vaso degli abusi sessuali ai danni dei ragazzi nelle scuole religiose o nelle parrocchie.
Il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, ha detto ieri che la Chiesa italiana ha saputo vigilare e prevenire eventuali casi di pedofilia, ma per Mirabile invece “il vero problema sono i vescovi che stanno zitti”, che piuttosto che intervenire “spostano i responsabili degli abusi da una parrocchia all’altra”.
Chi pur sapendo non ha denunciato, ha aggiunto Mirabile, “dovrebbe essere condannato, prima dal diritto canonico, poi dalla nostra giustizia”.
Ricordando la lettera del Papa alle vittime irlandesi, La Caramella buona’ ha rinnovato l’appello a Benedetto XVI a “rendere conto dell’operato di due suoi alti prelati, mons. Carlo Galli, decano di Legnano, e mons. Gino Reali, vescovo di Porto-Santa Rufina” nel caso di Ruggero Conti, ex parroco di Selva Candida, alle porte di Roma, arrestato nel giugno del 2008 con l’accusa di aver abusato sessualmente di almeno sette giovani.
Secondo l’associazione e secondo alcune testimonianze emerse nel processo a carico del sacerdote, i due prelati erano stati informati del comportamento del prete da alcune delle sue presunte vittime (alcuni episodi, caduti in prescrizione, risalirebbero agli anni ’80 in un oratorio di Legnano), ma poi non avrebbero dato seguito alle denunce dei ragazzi.
Non solo. Prima che scoppiasse il caso giudiziario, nel 2007, “avevamo segnalato il caso di don Conti in diversi incontri con cardinali, con la Cei, anche con mons. Charles Scicluna (promotore di Giustizia vaticana, ndr) e mi fa sorridere che ora lui parli di omertà ”, ha ricordato Mirabile riferendosi a una recente intervista del presule maltese ad ‘Avvenire’.
Probabilmente dopo la lettera del Papa agli irlandesi “qualcosa cambierà – ha detto ancora il presidente – ma dipenderà ancora troppo dalla sensibilità dei singoli. La Chiesa farà ancora molta fatica a far emergere i casi di abusi”.
Intanto qualcosa si muove, forse anche sull’onda degli scandali europei. Di recente sono stati portati alla luce episodi, risalenti agli anni ’60, nella diocesi di Bolzano Bressanone e da quando il vescovo ha fatto indicare sul sito web della chiesa locale un apposito indirizzo e-mail per le denunce, le segnalazioni di abusi si moltiplicano. O come il caso di Verona, dove le presunte violenze sessuali da parte di religiosi nell’Istituto per sordomuti ‘Antonio Provolo’, avvenute 30 anni fa, saranno oggetto di un’indagine canonica della Congregazione per la Dottrina della Fede.


per tutti i reati, errori, mali,colpe, etc….compresa pedofilia,è importante il detto di S.paolo: “veritatem facientes in charitate….che tradotto significa: fare la verità nella carità ….la verità senza amore uccide…la verità con amore salva, e redime…
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