Nuova crisi tra Alfano e giudici
L’ispezione del ministero a Trani riaccende le ostilità . Intanto i giudici pugliesi ribadiscono che non consegneranno alcun documento.
Ieri il Comitato di presidenza del Csm ha dato il via libera all’apertura della pratica, chiesta ieri dalla maggioranza dei consiglieri, sull’ispezione disposta dal ministro Alfano alla Procura di Trani.
Il fascicolo sull’ispezione dovrà verificare l’attività degli inviati di Alfano comporta interferenze nelle indagini ancora in corso e che hanno coinvolto tra gli altri il presidente del Consiglio.
I consiglieri che hanno sottoscritto la richiesta di indagine del Csm (tutti tranne i tre laici del Pdl e dell’Udc) nutrono forti dubbi sul vero scopo dell’iniziativa del ministro, visto che gli ispettori hanno ricevuto l’incarico di accertare “fatti e circostanze che riguardano esclusivamente l’attività giurisdizionale” e che dunque sono fuori dai loro poteri di indagine, come la competenza territoriale, l’ ammissibilità delle intercettazioni telefoniche disposte e i motivi della fuga di notizie. A compiere gli accertamenti sarà la sesta Commissione del Csm.
Alfano, negando l’evidenza invece ha detto: “Nessun conflitto con il Csm”. Poi il Guardasigilli ha denunciato “manovre dilatorie” dell’organo di autogoverno della magistratura in merito alla copertura delle sedi disagiate e ha ripetuto il tradizionale ritornello sul tentativo di “fare politica” del Csm.
Intanto il pm della Procura della Repubblica di Trani, Michele Ruggiero, che partecipa all’inchiesta sulle pressioni del presidente del Consiglio sull’Autorità garante delle comunicazioni per impedire la messa in onda di Anno Zero ha chiarito: “Tutto quello che non è stato reso noto agli indagati non sarà reso noto agli ispettori”.


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