Non si specula sulle macerie
Lettera di una cittadina aquilana al ministro Prestigiacomo
Gentile Ministro,
sono una cittadina aquilana, una delle tante del “popolo delle carriole”. Ho letto e sentito che (sue parole) la protesta in atto a L’Aquila è di fatto superata perché, a breve, esercito e vigili del fuoco provvederanno alla rimozione delle macerie indirizzandole nei siti individuati (InviatoSpeciale se ne è occupato in un articolo leggibile qui).
Prima ancora che cominci la rimozione, le rendo noto che nelle ultime due settimane, a L’Aquila, non si è meramente manifestato, piuttosto si è dimostrato che le macerie non sono materiale da rimuovere in fretta e senza alcun progetto.
Le macerie, al momento ferme all’interno dei centri storici della città e dei borghi del cratere, sono state da noi smistate e differenziate e abbiamo dimostrato che, non solo il materiale da inviare a siti predisposti è assai meno di 5 milioni di tonnellate, ma, soprattutto, che esse contengono materiali immediatamente riutilizzabili (mattoni, coppi, pietre), alcuni “preziosi” e da catalogare (pietre di pregio), altri riciclabili (ferro, legno, rame, vetro e plastica).
Le chiediamo di tener presente che non permetteremo che le nostre macerie vengano portate via indiscriminatamente senza alcuna catalogazione e smistamento in loco.
Non permetteremo, ancora, che i tanti disoccupati aquilani non siano chiamati a lavorare per la rinascita della loro città. Non permetteremo che la ricostruzione del centro storico inizi senza i materiali di cui ha bisogno.
La invito, pertanto, ad un confronto sereno con i cittadini aquilani che in questi giorni stanno dimostrando che le macerie non sono un affare da concludere al più presto, quanto una partita nella quale si vuole essere protagonisti e vincitori.
Abbiamo la manodopera e le professionalità che ci permetteranno di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi.
Giusi Pitari


Lascia un commento