Montecchio Maggiore: la Brutt’Italia
L’amministrazione leghista taglia la mensa scolastica a chi non paga. Il bilancio è più importante della dignità dei bambini.
Montecchio Maggiore è un comune di 23.842 abitanti in provincia di Vicenza ed è amministrato da Lega e Pdl.
La giunta celtico padana guidata dal sindaco Milena Cecchetto ha stabilito che i figli di famiglie in arretrato con il pagamento della mensa scolastica dovessero essere esclusi dal servizio.
Così nove bambini, due italiani e sette stranieri, hanno subito le conseguenze della efficiente gestione delle finanze comunali messa in atto dagli integerrimi amministratori locali.
Mentre i loro compagni di scuola mangiavano pasta alla zucca, hamburger, insalata e frutta a loro è stato riservato del pane, anzi, come ha detto Cecchetto, non “semplice pane, ma un panino imbottito”.
I giovani scolari arrivano nella mensa con le maestre, sono contenti per il tempo di ricreazione, parlano e giocano tra loro e su sette piccoli banchi cosa c’è: una rosetta. Per tutti gli altri primo, secondo, contorno e frutta.
Precise e puntuali le spiegazioni del sindaco, secondo la quale le nove famiglie i cui figli hanno avuto il panino “sono insolventi, ma è soltanto la seconda considerazione da fare, la prima è che hanno fatto capire di non essere interessate alla mensa. Se poi, invece, queste famiglie dimostreranno di essere in difficoltà noi siamo disponibili ad aiutarle. Lo facciamo già con 80 famiglie per un totale di 32mila euro annui”.
E non basta, perchè Cecchetto è convinta non ci sia nulla di strano nel comportamento della sua giunta: “Noi le abbiamo avvisate in forma cartacea, abbiamo anche messo manifesti a scuola in cinque lingue diverse, anche in quella araba, inglese, francese, bengalese. E poi ai bambini il pasto non manca. Cosa succederà in futuro? Noi speriamo che i genitori si facciano vivi, almeno nell’interesse dei propri figli. Io a casa non vado a cercarli”.
In soccorso del sindaco è arrivata un’altra donna presente in giunta, l’assessore all’Istruzione Barbara Venturi, che ha ribadito: “Abbiamo richiesto i pagamenti arretrati e la consegna dei moduli in molti modi e abbiamo anche posticipato i tempi, da settembre al 15 marzo. Prima abbiamo contattato gli inadempienti al telefono e poi sono andati direttamente i vigili a consegnare a mano una raccomandata di sollecito”.
La preside della scuola, da parte sua è stata chiara: “E’ inutile che facciamo cittadinanza attiva, noi abbiamo un progetto di riciclo di pane e frutta già in atto per educare al consumo consapevole. Trovo che dare un pezzo di pane sia dispregiativo, avrei preferito che venisse detto di arrangiarsi e avremmo raccolto noi qualcosa”.
Nella Brutt’Italia immaginata da questo tipo di pubblici amministratori, sostenuti da parte della popolazione, l’esclusione, la discriminazione razziale e per censo, la xenofobia si nascondono spesso dietro la ‘correttezza dei conti’.
Ed è quello che è successo nel piccolo comune del vicentino, ma anche in altre realtà nelle quali la Lega nord ha conquistato la maggioranza. D’altra parte non è un caso che su nove piccoli ben sette fossero stranieri.
Una risposta ‘morale’ agli amministratori di Montecchio Maggiore è arrivata dalla Caritas, che attingendo al fondo diocesano ”Sostegni di Vicinanza” provvederà, entro le prossime 24 ore, ad inviare al conto corrente bancario dell’Istituto Comprensivo 1 Anna Frank del paesino veneto quanto necessario per garantire dal prossimo mese il pasto ai ragazzini discriminati.
In un comunicato, che per altro smentisce la ricostruzione del sindaco e dall’assessore, la Caritas ha sostenuto: ”Pare infatti, dopo le prime sommarie informazioni, che detta deprecabile situazione non sia stata causata da irresponsabilità genitoriali”.
Infine, l’organizzazione di assistenza cattolica si è rivolta a tutti i cittadini di quella che un tempo era la Bell’Italia: “L’auspicio resta che, non solo a Montecchio Maggiore ma in ogni parte d’Italia, la comunità ecclesiale, la società civile ed i pubblici amministratori si mobilitino affinchè nessun bimbo debba essere umiliato nella sua dignità, ancor prima che nei suoi bisogni primari, a causa della precarietà economica della famiglia”.
Ultimo particolare: Barbara Venturi su Facebook appare come una fan di ‘Nutella’ e consiglia un link interessante, “el pesegato moro”, che segnala ristoranti e trattorie della provincia di Verona. Forse questo spiega tutto.


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