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Minzolini ‘normalizza’ il Tg1

Autore: . Data: mercoledì, 17 marzo 2010Commenti (0)

Due consiglieri di amministrazione denunciano epurazioni del ‘direttorissimo’.

In una lettera scritta al presidente Paolo Garimberti, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten hanno scritto: “Denunciamo l’inizio nella più importante testata giornalistica della Rai di una campagna di ritorsione nei confronti dei giornalisti non omogene alla direzione”.

Hanno aggiunto i due consiglieri di amministrazione: “Ieri (lunedi, ndr) il direttore del Tg1 ha comunicato al comitato di redazione l’avvicendamento del caporedattore centrale al Coordinamento, Massimo De Strobel, con il capo servizio Leonardo Sgura, promosso a caporedattore centrale”.

“Sarà un caso – hanno spiegato Rizzo Nervo e Van Straten – ma De Strobel, responsabile del Coordinamento da 18 anni, confermato, quindi, da tutti i direttori che si sono succeduti al Tg1 dal 1992, punto di riferimento professionale della testata, non aveva firmato nei giorni scorsi un documento in favore del direttore di testata. Sarà sempre un caso ma quel documento era stato, invece, sottoscritto dal giornalista Sgura”.

“Nei giorni scorsi – continuava la lettera – sempre il direttore del Tg1 aveva comunicato al comitato di redazione la promozione a caporedattore centrale di Filippo Gaudenzi con delega alla cronaca e alla redazione Internet, e del giornalista Mario Prignano, assunto appena due mesi fa, a capo redattore responsabile della redazione Internet. Sarà un caso ma entrambi avevano sottoscritto il documento pro-direttore. Vale la pena anche rilevare che al Tg1 non esiste al momento alcuna redazione Internet come risulta dalla Configurazione organizzativa approvata nel 2004 dal Consiglio di amministrazione, per cui si sono effettuate nomine su posizioni aziendali inesistenti”.

Rizzo Nervo e Van Straten hanno insistito: “A prescindere dagli aspetti tecnico formali della vicenda, Ti preghiamo di approfondire con il Direttore Generale per un rigoroso rispetto delle procedure aziendali ed in particolare dell’art.49, comma 12, lettera e) del ‘Testo Unico della radiotelevisione’, denunciamo l’inizio nella più importante testata giornalistica della Rai di una campagna di ritorsione nei confronti dei giornalisti non omogenei alla direzione”.

“Se così fosse – hanno concluso i consiglieri – si concretizzerebbe non solo una grave violazione delle garanzie giuslavoristiche a tutela dei dipendenti, della loro dignità personale e professionale, ma anche un intollerabile stravolgimento delle regole fissate dal Codice etico nella parte riguardante ‘Politiche del personale’. Siamo convinti della Tua sensibilità sui temi posti e certi di un tuo tempestivo intervento”.

Rizzo Nervo e Van Straten nella loro lettera a Garimberti nella lettera si sono riferiti ad documento che un certo numero di redattori in quota Pdl avevano scritto a difesa del ‘direttorissimo’ dopo che il Cdr aveva espresso il proprio “disagio” nei confronti di Minzolini.

I giornalisti avevano chiesto ai vertici di “vigilare” sull’operato del proprio direttore dopo che lo scorso 26 febbraio, nell’edizione delle 13, spiegando la decisione della Cassazione sul processo Mills, il conduttore aveva parlato di “assoluzione”, mentre in realtà i giudici avavamo confermato il reato, considerandolo tuttavia prescritto.

Il 5 marzo, però, 92 dei 162 redattori, precari inclusi, aveva criticato il Cdr: “Al Tg1 non c’è nessun disagio. Non  è accettabile che si rappresenti al vertice aziendale questo stato d’animo [...] diventato perfino necessità di “vigilanza” dell’operato del direttore e di tutta la redazione. Nozione, quella di vigilanza, che stupisce e preoccupa perché evoca concezioni totalitarie”.

I lottizzati dal centro destra avevano aggiunto: “Invitiamo il Cdr a coinvolgere l’intera redazione prima di intraprendere iniziative così impegnative, arbitrarie e delicate che rischiano di danneggiare il lavoro di tutti”.

Il giorno dopo Carlo Verna, segretario del sindacato Usigrai, sollevò gravi interrogativi sul documento: “Se ci sono state intimidazioni vere e proprie, che andranno eventualmente sottoposte anche all’Ordine dei giornalisti, pretenderemo le adeguate sanzioni. Intanto emerge come la direzione Minzolini abbia lacerato il tessuto umano e professionale della principale testata Rai”.

Secondo voci non confermate sembrerebbe che il documento incriminato sia stato sottoposto  alla firma di giornalisti ‘precari’ e che alcuni di loro siano stati costretti a firmare dietro la minaccia “non ti assumiamo”, portando qualcuno persino alle lacrime. Altri giornalisti, poi, sarebbero stati cercati al telefono direttamente dalla segreteria della direzione.

Metodi che non debbono sorprendere, perchè già in uso durante gli anni del ‘potere craxiano’, quando a RaiDue i ‘non socialisti’ della rete erano costretti a vivere quasi in clandestinità.

Oggi il Cda discuterà di Minzolini e sul suo coinvolgimento nell’inchiesta di Trani. Ovviamente non accadrà nulla, perchè le decisioni sulla Rai si prendono altrove.

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