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L’Olanda verso il razzismo

Autore: barbera. Data: venerdì, 12 marzo 2010Commenti (0)

Il Paese dei Tulipani scivola pericolosamente a destra. Un articolo dalla capitale dei Paesi Bassi per ‘Tu Inviato’.

Amsterdam. Canali, un mare di canali. E biciclette legate con catene grandi così ai parapetti. E barche che navigano stracolme di turisti. E palazzi con porticine che danno sull’acqua, come a Venezia.

Amsterdam, un freddo cane, un silenzio rotto solo dal fruscio di ruote di bici sull’asfalto. Vetrine, ragazze ammiccanti, 50 euro e ti togli qualche sfizio: tutto legale. E poi i Coffee Shop, occhi stralunati e spinelli in mano.

Amsterdam. Ralph, un anziano olandese sbuffa per il via-vai sotto la sua casa: «Qualcuno confonde l’ingresso di una vetrina di prostitute con il portone di casa mia. Mi tocca cacciare via la gente con la forza». Strappa una risata. Poi però prosegue: “C’è gente stanca in Olanda. Doveva essere il paese delle libertà civili, della trasgressione, ma qui sembra che ognuno faccia come gli pare. I marocchini sono un problema, anzi sono il problema principale. Per questo molta gente ha iniziato a votare il partito di estrema destra”.

Il partito di estrema destra si chiama Pvv e il suo segretario, Geert Wilders, non fa mistero di essere anti-europeista e anti-islamista. Alle recenti elezioni amministrative olandesi ha conquistato la città di Almere, 190 mila abitanti ad est di Amsterdam, e si è attestato come secondo partito all’Aja.

Dice Marianne, una guida turistica: “La gente ha paura. Un po’ come succede da voi con i romanì, in Olanda si ha paura degli immigrati. E un partito che cavalca la paura come il Pvv può diventare molto pericoloso”.

A giugno, infatti, gli olandesi torneranno a votare per le elezioni politiche. Meno di un mese fa, il governo è caduto: la coalzione, guidata dai cristiano democratici, è stata sfiduciata dal partito laburista, anch’esso al governo, riguardo il rifinanziamento della missione in Afghanistan, nella quale gli olandesi hanno schierato dal 2006 quasi 2.000 soldati. Il ritiro delle truppe dovrebbe iniziare dopo l’estate.

Lo scenario politico olandese, dunque, sta cambiando radicalmente. Se da una parte bisogna guardare con favore al ritiro dei militari dall’Afghanistan (una mossa che, secondo alcuni analisti, potrebbe mettere in difficoltà l’intera coalizione Nato), dall’altro il Paese dei tulipani si sta caratterizzando per una decisa svolta a destra. Cosa succederà se il Pvv, alle prossime elezioni di giugno, riuscirà a conquistare molti seggi in parlamento e a imporre, di fatto, le sue misure razziste e xenofobe?

E come mai, in tutta Europa, le sinistre sono in così grande difficoltà?

E pensare che proprio in Olanda, nel 1965,  Robert Jasper Grootveld, Roel van Duyn e Rob Stolk, anarchici, fondarono ad Amsterdam uno dei primi movimenti ecologisti, il Provo. Erano anni in cui si incubavano i primi movimenti di contestazione, la stagione degli Hippie negli Usa, le manifestazioni in tutta Europa.

Il 10 marzo 1966 il Provo mise in atto una protesta per l’epoca inimmaginabile: fece esplodere alcuni petardi durante il passaggio del corteo nuziale della principessa Beatrice, colpevole, a loro giudizio, di unirsi in matrimonio con Claus Von Amsberg, un Hitlerjugend (un giovane ex hitleriano).

Allora i diritti civili erano legati a temi diversi da quelli di oggi, ma non distanti. I Provos svilupparono i “Progetti bianchi”, che intendevano socializzare i mezzi di trasporto, le abitazioni (segnalando nelle pagine della rivista dell’organizzazione gli appartamenti sfitti da occupare), i metodi contraccettivi.

Il primo di quei progetti, il “Piano delle Biciclette Bianche” nel 1965, proponeva di sostituire progressivamente il traffico motorizzato con quello ciclistico attraverso la distribuzione pubblica di biciclette di proprietà comune.

Nel 1966 i Provos parteciparono alle elezioni amministrative di Amsterdam, riuscendo ad eleggere un consigliere comunale, ma il 13 maggio 1967 gli ‘gnomi’ olandesi si sciolsero.

Sono passati poco più di 40 anni. I diritti civili che il Provo contribuì a conquistare sono oggi una realtà: in Olanda è consentito il matrimonio tra persone dello stesso sesso, così come sono giuridicamente riconosciute le unioni civili. Nella sola città di Amsterdam ci sono ben 600 mila bibiclette e il traffico automobilistico è praticamente assente. Il consumo di droghe leggere è tollerato (non a caso esistono i Coffee Shop). Il tema della prostituzione non viene affrontato con ipocrisia, nascondendo la polvere sotto al tappeto come accade in Italia: le donne del quartiere a luci rosse sono considerate libere professioniste, imprenditrici. Pagano le tasse e subiscono controlli sulla salute.

Ma cosa accadrà se adesso l’estrema destra prenderà in mano il potere, imponendo regole restrittive e razziste?

Davide Falcioni

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