Lo sport aiuta ad abbattere le barriere
Uno straordinario mezzo per impedire l’esclusione dei disabili dalla società. Un articolo per ‘Tu Inviato’.
Domenica 7 marzo con il Campionato regionale per Società di nuoto ha avuto inizio nel centro sportivo Olimpia di Pomezia la stagione sportiva 2010 organizzato della Federazione italiana sport disabilità intellettiva e relazionale (Fisdir).
Hanno gareggiato “insieme” sia gli atleti iscritti al Il Comitato italiano paralimpico (Cip) che alla Fisdir, per un totale di oltre cento atleti appartenenti a dieci Società del Lazio.
I partecipanti si sono impegnati in più di 35 gare ed il pubblico, accorso in gran numero, ha sostenuto con lunghi applausi questo mondo di sportivi spesso dimenticati dai media.
Durante la manifestazione si è svolta anche una dimostrazione di “Nuoto di salvamento”, che al momento è una disciplina sperimentale.
Qual è il ruolo principale della Fisdir? Per capirlo bisogna ripercorrere ventitré anni di storia, partendo dal lontano 1987, anno in cui il Comitato paralimpico italiano nacque e fu riconosciuto membro del Coni.
Esistono tre diversi organismi internazionali che hanno il compito di organizzare e gestire le varie discipline paralimpiche, ovvero le attività sportive che interessano le persone disabili.
In cima alla piramide c’è l’International Paralympic Committee (Ipc). Esistono, poi, le federazioni internazionali, espressione di specifiche discipline e completamente autonome da un punto di vista tecnico-organizzativo. Queste ultime hanno il compito di organizzare i rispettivi Campionati continentali e mondiali, nonché molte altre manifestazioni sportive per favorire la crescita dei ripettivi settori di compentenza.
L’Ipc ha come scopo primario l’organizzazione dei Giochi Paralimpici, ma il proncipio di fondo è quello di dare a ciascuna disciplina sportiva una piena autonomia a livello internazionale, sia dal lato gestionale, che er quelli politico e finanziario. L’obiettivo di questa divisione dei compiti è far sviluppare tutte le discipline.
Da un punto di vista strutturale, il Cip si divide in nove dipartimenti. Questa suddivisione ha comportato una grande affermazione dello sport nel mondo disabile, ma ha causato anche non pochi problemi di gestione per alcune discipline, perchè la frammentazione in settori non facilita il coordinamento.
Come nel caso che interessa i disabili intellettivi e relazionali, quelli tesserati dalla Fisdir, che vengono indirizzati verso una “pratica sportiva normalizzata”.
La frase un po’ criptica indica servirebbe a spiegare che persone con disabilità intellettiva e relazionale, pur non avendo disabilità nel ‘corpo’, ma piuttosto nella ‘mente’ sono comunque pare del mondo paralimpico e godono di eguali diritti, opportunità e regole degli altri.
La Fisdir, infatti, non ha mai voluto considerare i propri giovani atleti come persone “speciali”, ma solo come ragazzi che hanno delle specifiche necessità.
Il diritto allo sport è come il diritto allo studio, tutti debbono poter partecipare senza limitazioni o vincoli.
Le forme per entrare nel bellissimo universo sportivo per questi giovani sono due, quella ‘promozionale’ (sport adattato) e qualla prettamente ‘agonisticA’.
Entrambe sono accompagnate da una preparazione che permette a ciascun atleta di decidere nel tempo, il ruolo che intende svolgere.
Le discipline ufficiali praticate sono in tutto dodici: atletica leggera, nuoto, calcio, tennis, tennis tavolo, pallacanestro, sci alpino, sci nordico, judo, ciclismo, canottaggio e equitazione.
I regolamenti tecnici delle discipline sono quelli ufficiali, sanciti dalle federazioni internazionali ed hanno subito solo pochissimi adattamenti.
Il 22 novembre 2008 è stato approvato il primo Statuto dell’International Paralympic Committee ed il primo presidente della prima Federazione sportiva paralimpica è diventato Marco Borzacchini, mentre Luca Pancalli è presidente del CIP a livello nazionale.
Queste organizzazioni lavorano ininterrottamente per far sì che lo sport possa sconfiggere definitivamente il pregiudizio, il razzismo e ogni altra forma di discriminazione nei confronti di chi è stato meno fortunato degli altri.
Un tempo, quando la Fisdir ancora non aveva raggiunto la sua piena affermazione, un disabile che volesse fare sport nella vita era guardato con sospetto, mentre oggi fortunatamente questo problema è stato in gran parte superato.
Inoltre la Federazione italiana sport disabilità intellettiva e relazionale offre un aiuto concreto a tutti quei giovani provenienti da famiglie disagiate economicamente, affinché possano godere di un miglior inserimento in una società assai poco accogliente e generosa nei confronti dei più deboli.
Il campionato Regionale di nuoto svoltosi ad Aprilia, insieme ai tornei che si svolgeranno prossimamente, servono a testimoniare come tutte le persone sono uguali, difendendo un principio qualche volta disatteso.
La Fisdir ha un grande obiettivo per il futuro, quello di estendere sempre di più la sua attività oltre i confini nazionali.
Si tratta di un progetto ambizioso, lungo, difficile da realizzare, ma non impossibile. Borzacchi ha questo proposito ha detto: “A Londra 2012 i disabili intellettivi potranno partecipare e questa è già una grande vittoria, ma si può fare ancora qualcosa in più. La partita è ancora tutta da giocare!”.
Marco Chinicò


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