L’illegalità non si interpreta
La violazione dei diritti è ormai sistematica. L’opinione di Gianni Pagliarini in un articolo per ‘Tu Inviato’
L’ormai famoso ‘decreto interpretativo’ rappresenta un pericolosissimo punto di non ritorno. E non è affatto detto che il cittadino comune, stordito ogni giorno dai messaggi propagandistici berlusconiani sulle televisioni pubbliche e private, se ne sia reso conto.
Proprio oggi (ieri, ndr) è giunta la notizia che un giornalista è stato allontanato dalla conferenza stampa del premier, mentre ogni giorno ci viene raccontato che le leggi ad personam non servirebbero affatto a risolvere i problemi del Capo del governo, bensì sarebbero funzionali ad allargare gli spazi di democrazia a beneficio di tutti cittadini.
Chi si oppone o protesta, dinanzi all’arroganza del Cavaliere e della sua corte, è messo all’indice, mentre sullo sfondo restano intatti i drammatici effetti di una crisi economica epocale, che lo stesso governo interpreta nel peggiore dei modi accanendosi ulteriormente contro i ceti più deboli.
In questo clima, la lista del Pdl romano e quella di Roberto Formigoni in Lombardia sono state in un primo momento escluse, in seguito alle anomalie nella presentazione dei moduli. E sempre in questo clima abbiamo assistito alle levate di scudi, alle minacce, alle intimidazioni sparse ai quattro venti dal ministro della Difesa e dal Governatore lombardo.
Il caso-Formigoni merita poi ulteriori considerazioni. Proprio per risolvere il “vulnus” della sua esclusione, dal cilindro di Berlusconi è uscita l’incredibile idea del “decreto interpretativo”, avallata dal Presidente della Repubblica con una decisione grave e (probabilmente) incostituzionale.
Un’idea che – dicevamo all’inizio – rappresenta un punto di non ritorno e ci ha catapultati, come ha scritto InviatoSpeciale, nella Terza Repubblica.
Stiamo infatti parlando di un dispositivo che non si limita affatto ad interpretare autenticamente disposizioni già esistenti, ma ne introduce di nuove, agendo d’imperio per sanare una grave irregolarità e lasciando intendere con limpida chiarezza che la legge non è più uguale per tutti, nemmeno formalmente.
Ciò significa che mentre il commerciante ritardatario, chiamato a depositare in tempi certi in qualche ufficio i documenti necessari alla sua professione, continuerà a venir inesorabilmente punito tanto quanto l’immigrato che si presenterà non puntualmente all’ufficio stranieri per il rinnovo del permesso di soggiorno, le stesse regole non varranno per certi politici negligenti.
Ed è ancor più grave che Giorgio Napolitano abbia motivato il “salvacondotto” con la necessità politica di tutelare un grande partito. Perché mai la piccola formazione politica o un “normale” cittadino dovrebbero subire l’applicazione di sanzioni non vigenti allo stesso modo per i “padroni del vapore”? Che razza di idea di democrazia è mai questa?
Siamo di fronte ad danno di fatto irreparabile per la democrazia del Paese, dinanzi alla violazione del ‘patto tra i cittadini’ sulla base di eguali diritti e doveri che ben si incrocia con la concezione feudale della politica appartenente al premier e al suo principale esponente lombardo, Roberto Formigoni, antesignano delle privatizzazioni dei servizi pubblici e, di conseguenza, della lesione dei diritti di cittadinanza.
L’unica speranza è ripartire da qui, dai “diritti” (violati sistematicamente, con la complicità di chi fa coincidere la “liberta” solo con le sue declinazioni mercantili) e dalla “cittadinanza”, vale a dire dall’appartenenza ad una comunità che si nutre del rispetto di regole condivise.
Non siamo più abituati a discutere in questi termini. Eppure una sinistra che voglia tornare a specchiarsi nelle persone normali, in tutti coloro che sognano un futuro di civiltà per i propri figli, deve riaffermare con grande forza (proprio alla vigilia di una competizione elettorale importante) taluni valori basilari.
Quelli che vengono calpestati regolarmente dalle destre, nel sostanziale silenzio dell’opposizione parlamentare.
Gianni Pagliarini
Segretario Pdci-Federazione della sinistra Lombardia


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