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L’Europa condanna Olanda e Francia per discriminazioni contro gli stranieri

Autore: barbera. Data: lunedì, 1 marzo 2010Commenti (0)

Ed a Strasburgo forse non sono informati su cosa accade in Italia.

Il Comitato europeo dei diritti sociali, organo del Consiglio d’Europa, ha condannato l’Olanda perché non fornisce un alloggio adeguato ai minori illegalmente presenti sul proprio territorio.

Nel documento il Comitato sottolinea che se gli Stati non hanno l’obbligo di fornire una casa ai minori illegalmente presenti sul loro territorio, sono invece obbligati ad assicurarsi che gli stessi abbiano un alloggio, un rifugio, sicuro e in conformità con gli standard sanitari.

Ogni altra soluzione, ha sottolineato il Comitato, violerebbe il rispetto per la loro dignità umana e non prenderebbe in dovuta considerazione la particolare situazione di vulnerabilità dei minori.

Nel ricorso presentato dall’ong ‘Defence for Children International’ era spiegato come i minori illegalmente presenti in Olanda finiscono spesso per strada e dormono anche per lunghi periodi in luoghi inadeguati o pericolosi. Non si tratta solo di minori entrati irregolarmente nel Paese, ma anche di figli di richiedenti asilo o di persone in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno.

In Olanda queste ultime due categorie di persone in certe circostanze perdono il diritto all’alloggio e vengono quindi sfrattate e il Comitato ha censurato questa pratica.

Lo stesso organismo, poi, ha preso in esame un caso che riguarda la Francia, sanzionandola per aver violato il diritto alla casa della comunità romanì e per non aver messo in atto le necessarie misure per combattere la loro esclusione sociale.

In particolare il Comitato ha rilevato come nonostante una legge adottata nel 2000 preveda che tutti i comuni con più di cinquemila abitanti debbano predisporre aree di sosta per i romanì, questa normativa è applicata solo in pochi comuni.

La conseguenza dell’inadempienza costringe allora alla sosta in luoghi “illegali” ed espone i trasgressori involontari al rischio di sgomberi forzati.

Il Comitato, poi, ha ricordato come anche le poche aree predisposte sono sprovviste, a differenza di quanto impone la legge, dei servizi più essenziali, e non sono conformi con le più basilari norme sanitarie.

Il comitato ha quindi condannato la Francia per alcuni sgomberi in cui i romanì “sono stati vittime di violenza ingiustificata” e ha anche sottolineato come le leggi che regolano attualmente il diritto di voto costituiscano un trattamento discriminatorio nei loro confronti.

Adesso si aspetta cosa dirà il Consiglio su un ricorso che riguarda l’Italia e nel quale si sostiene che il nostro governo ha violato gli stessi articoli della Carta sociale europea per cui oggi è stata condannata la Francia.

Non sono molti i dubbi sul verdetto.

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