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Le elezioni o il circo Orfei?

Autore: . Data: martedì, 30 marzo 2010Commenti (0)

Facebook, le voci della delusione, tra grillini e igieniste

Quando a mezzanotte e mezza, ad oltre nove ore dalla chiusura delle urne, la pagina di Facebook “Libere Idee” annuncia l’elezione in Lombardia dell’igienista di Berlusconi e del figlio di Umberto Bossi, alcuni utenti del diffuso social network si  lasciano decisamente andare: “Odio questo Paese”, dice Luca, “bravi, seri e preparati”, ironizza Pietro. “Ma state parlando di uno spettacolo dei circo Orfei o dell’Italia che ci aspetta?”.

La domanda è tristemente retorica, così come preoccupati appaiono i commenti di tutti coloro che girano il dito nelle piaghe del centrosinistra. Michele, ad esempio, si scaglia contro Beppe Grillo e il suo movimento “cinque stelle”: “Lo sostenevo, ora mi sono disiscritto dal suo blog, ha consegnato il Piemonte alla Lega! … poteva presentare benissimo la sua lista nelle regioni sicure e non quelle in bilico… provasse ora a dialogare sulla tav e sul nucleare con Cota… complimenti, Comico”.

Per Daniele, invece “Grillo per acquistare credibilità deve sapere anche accettare il confronto dialettico. Altrimenti finisce per assomigliare alla sua nemesi Silvio Berlusconi, che scende in piazza non per parlare con la piazza ma solo per parlare alla piazza. Qui in Piemonte i voti dati al partito ‘grillino’ hanno finito per regalare la regione alla Lega. Questa è la nuda e cruda verità e non ci sono spiegazioni che tengano. Qui a sinistra continuiamo a farci del male…”.

Più articolato e meno di parte l’opinione di Marco, secondo cui “purtroppo la situazione è ben più complicata: sia Grillo che il centrosinistra hanno le loro colpe. Da un lato i grandi partiti di sinistra hanno perso il contatto con le dinamiche e i movimenti della realtà primo tra tutti la rete, ma dall’altro mi sento di dire una cosa. Grillo potrebbe aver fatto una scelta buona se la situazione fosse di una destra più europea, ma con una destra sempre oscillante tra mafia e fascismo no, non ci si può permettere il lusso che i voti di coloro che credono nei valori della Costituzione nata dalla resistenza possano venire dispersi. Anche perchè saranno i più deboli e i più emarginati a pagarla”.

Valerio replica manifestando tutto il suo pessimismo, definendo il Pd “un partito morto, ma da qui a dire che sono tutti uguali ce ne vuole! Tipico dei qualunquismi grillini. ‘Il qualunquismo è la porta del fascismo’, mai frase fu più azzeccata”.

Il tema della “responsabilità” torna nelle parole di Marco: “Quello che uccide l’Italia è che nessuno si prende la responsabilità dei propri errori. Sta succedendo qui, in questa bacheca. E succede in Italia, ogni giorno… e anche quando si vota. Scegliere non è calcolare…son due cose diverse. Chi è causa dei suoi mali pianga se stesso”.

Prendere atto della drammatica situazione, in effetti, rappresenterebbe un buon inizio: di fronte ad un Paese che affonda nelle pieghe della crisi economica, che manifesta il suo disagio mostrando disaffezione verso i partiti (fa fede il tasso di astensione) e totale disinteresse verso i temi del chiacchiericcio politico, sarebbe necessario uno “scatto” all’insegna della coscienza civile per riaccendere un barlume di speranza nel futuro.

Qualche cittadino lo invoca, nel pressoché generale scetticismo. Ignorato per l’ennesima volta dal circo barnum della politica italiana.

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