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Laurearsi per nulla

Autore: . Data: giovedì, 18 marzo 2010Commenti (0)

I giovani che escono dalle università non trovano sbocchi. Il lavoro è sempre più un miraggio.

Quando c’è la carestia si risparmia su tutto, ma non sulla semina. Ma il governo italiano non ne è stato messo al corrente, sebbene si tratti di un antichissimo insegnamento.

Il consorzio Almalaurea, nel suo rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati (che riguarda i laureati 2008 intervistati dopo un anno dalla tesi), ha messo in luce che la crisi economica ha avuto ripercussioni  pesanti sui laureati.

Rispetto all’anno passato la disoccupazione è cresciuta sensibilmente. Tra i laureati triennali dal 16,5 al 22 per cento, fra i laureati magistrali dal 14 al 21 per cento e fra gli specialistici a ciclo unico (medici, architetti, veterinari, ecc.) dal 9 al 15 per cento.

Una tendenza generale, indipendente dalla facoltà o dalla università di provenienza.

Rispetto alla precedente rilevazione, tutti i tipi di laurea esaminati hanno mostrato di non permettere un facile accesso al lavoro.

Tra i laureati di primo livello il tasso di occupazione è sceso di quasi 7 punti percentuali, precipitato al 62 per cento rispetto al 69 dell’anno scorso.

Per chi ha seguito studi specialistici la contrazione è eguale, il 7 per cento, cadendo al 45,5 per cento dal 53 dell’anno precedente.

Tra gli specialistici a ciclo unico la flessione è di oltre 5 punti percentuali, al 37 per cento contro il precedente 43.

Le retribuzioni sono basse, dopo un anno di laurea chi trova lavoro guadagna meno di 1200 euro al mese.

Rispetto alla precedente rilevazione, le retribuzioni risultano in calo per tutte le tipologie di lauree considerate: la contrazione oscilla dal 2 per cento tra i laureati di primo livello al 3 tra i colleghi a ciclo unico fino a lievitare al 5 tra quelli specialistici.

Almalaurea ha osservato che “con queste premesse è naturale attendersi un quadro ancor più critico se si considerano le retribuzioni reali, ovvero se si tiene conto del mutato potere d’acquisto”.

Le difficoltà sono confermate anche dalle richieste di laureati inoltrate dal mondo produttivo alla banca dati Almalaurea. Il primo bimestre 2010, rispetto al corrispondente bimestre dell’anno precedente, mostra un calo nelle richieste di laureati del 31 per cento, una contrazione della domanda superiore a quella dello stesso periodo dell’anno precedente e che coinvolge la quasi totalità dei percorsi di studio, anche quelli solitamente al vertice dell’occupazione. Per chi proviene dal  gruppo Economico-statistico si è a meno 37 per cento ed a meno 9 per cento in Ingegneria.

A picco anche l’utilità degli stage. Il vantaggio occupazionale di coloro che realizzano un’esperienza di specializzazione o tirocinio dopo la laurea scende di 3,5 punti percentuali.

La crisi emerge in qualunque rilevazione, ma non sembra che il governo abbia intenzione di intervenire, ma al contrario inisiste in una poltica di tagli di bilancio che sta mettendo in ginocchio l’istuzione pubblica nazionale e di conseguenza il Paese intero.

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