La politica è una cosa da “uomini”
Diminuisce il numero delle donne che si interessa al mondo della politica in Italia.
La politica è un affare da uomini e le donne italiane sembrano sempre meno interessate all’argomento: è questa l’immagine disegnata dall’Istat che ieri, in occasione della ‘Festa della donna’, ha diffuso i dati raccolti con l’indagine multiscopo “Aspetti della vita quotidiana”, condotta su un campione di circa 19mila famiglie, per un totale di 48mila persone.
Cosa è emerso? “Il 40,1% delle donne italiane non parla mai di politica e il 29,3% di loro non si informa mai sull’argomento”. Al contrario, il 68,5% degli uomini si informa settimanalmente di affari politici, mentre solo il 53,6% delle donne mostra interesse nell’arco di una settimana. Anche l’ascolto di dibattiti politici vede il coinvolgimento delle donne molto più basso (19,5%) rispetto a quello degli uomini (28,0%).
La politica, sottolinea l’Istat, continua ad essere percepita da molte donne come una dimensione lontana dai propri interessi. Il divario di genere è però meno accentuato fra le persone fino a 24 anni mentre cresce, in misura importante, dopo questa età raggiungendo il massimo dopo i 54 anni.
Le differenze di genere, invece, quasi si annullano tra i ragazzi di 14-17 anni. La percentuale di ragazze che parlano di politica almeno una volta a settimana (23,4%) è molto vicina a quella dei loro coetanei (25,5%), mentre la percentuale di coloro che non ne parlano mai è addirittura inferiore (45,6% rispetto al 48,1%).
Un andamento analogo, poi, si riscontra sulla costanza nel ricercare informazioni relative alla politica: ragazzi e ragazze arrivano alla maggiore età in una situazione che li vede sostanzialmente alla pari nei confronti del rapporto con la politica.
Secondo l’Istat, su un fronte più generale, il 23,3% della popolazione di 14 anni non si informa mai di politica.
Si tratta, in valori assoluti, di quasi 4 milioni di uomini e 7 milioni 847mila donne. Il 60,7% delle persone di 14 anni e più si informa almeno una volta a settimana e il 35,9% ogni giorno. Parla di politica almeno una volta a settimana il 39,4% di loro, mentre ne parla solo occasionalmente il 26,2%. Non ne parla mai, invece, il 31,9%.
Ci si informa di politica, insomma, più di quanto se ne parli.
L’ascolto di dibattiti politici è meno diffuso e coinvolge il 23,6% della popolazione: solo 12 milioni di persone dichiarano, infatti, di aver ascoltato dibattiti politici almeno una volta nell’anno.
Tornando all’universo femminile, le differenze di interesse fra uomo e donna diminuiscono in proporzione al titolo di studio e alla posizione professionale.
Parlano infatti di politica almeno una volta a settimana il 55,8% delle laureate, il 41,7% delle diplomate, il 27,6% di quelle con la licenza media e il 16,2% di quelle con la licenza elementare. La distanza tra uomini e donne diminuisce, però, al crescere del titolo di studio, soprattutto in corrispondenza della classe 45-64 anni, età in cui il 66,6% delle laureate parla di politica rispetto al 70,7% degli uomini.
La stessa tendenza emerge per l’informarsi di politica e l’ascolto di dibattiti politici. Parla di politica almeno una volta a settimana il 51,3% delle dirigenti, imprenditrici e libere professioniste, il 49,1% delle impiegate e il 27,9% delle operaie. Le donne che non parlano mai di politica, sono il 25,3% tra le occupate e quasi il doppio (48,1%) tra le donne in condizione non professionale. Le dirigenti, imprenditrici e libere professioniste che non parlano di politica sono il 17,0%: un valore molto vicino a quello delle impiegate (18,2%) ma lontano da quello delle operaie (38,1%).
Analogamente succede per l’informarsi di politica: le lavoratrici che non si informano mai di politica sono solo il 16,9% contro il 35,6% delle donne in condizione non professionale. Tra le casalinghe, la quota di coloro che non parla mai di politica raggiunge il 50,8% e quella che non si informa mai, il 37,9%.
Diversa la situazione fra gli studenti. Se è vero che parla di politica almeno una volta a settimana il 39% di loro, elevata è anche la quota di quelli che non ne parlano mai (30%) e la percentuale di coinvolgimento delle studentesse è superiore a quella delle donne nel complesso, mentre quella degli studenti è inferiore alla media.
Divari, infine, si registrano fra le donne delle diverse regioni. In Calabria le donne che non parlano mai di politica sono il 58,3%, seguono le siciliane con il 55,1%, le pugliesi con il 54,6% e le campane con il 50,4%. Un elevato divario emerge con il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia, dove le donne che non parlano mai di politica sono, rispettivamente, il 26,2% ed il 30,9%.
Analogamente Puglia, Sicilia e Calabria hanno il primato del non informarsi di politica tra le donne (46,1%, 44,4% e 42,4%), così come tra gli uomini. Anche in questo caso le percentuali più basse si ritrovano tra le donne del Friuli-Venezia Giulia e del Trentino-Alto Adige (18,1%), seguite dal Veneto e dall’Emilia-Romagna.


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