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Informazione Rai: la spallata finale

Autore: . Data: mercoledì, 17 marzo 2010Commenti (0)

La sceneggiata sulla ‘par condicio’ al capolinea. Come previsto punto e daccapo.

Ieri pomeriggio, dopo l’ennesimo avvilente balletto, si è tornati al punto di partenza, ovvero niente Ballarò, AnnoZero, Porta a Porta e L’ultima parola.

In mattinata, il presidente della Rai nominato dai partiti, Paolo Garimberti, aveva chiesto che i membri nominati dai partiti della Commissione parlamentare di vigilanza rivedessero il presunto regolamento in base al quale i giornalisti lottizzati dai partiti non possono andare in onda coi loro programmi sulla televisione pubblica di proprietà dello Stato, ovvero dei cittadini.

Garimberti aveva detto: “Cosa mi aspetto dalla Vigilanza? Che batta un colpo” e subito è stato accontentato.

I parlamentari prima hanno ascoltato il direttore generale nominato dai partiti Mauro Masi e subito dopo l’audizione il presidente, anche lui nominato dai partiti, Sergio Zavoli, ha proposto di votare un documento interpretativo del ‘regolamento’. Ipotesi però accantonata perchè considerata non percorribile, in quanto la proposta non era stata formalizzata nè messa all’ordine del giorno. Così niente talk show, che tradotto dall’inglese vuol dire spettacolo di parole, nulla di più appropriato vista la situazione.

La questione delle trasmissioni sospese per garantire l’eguaglianza tra le diverse forze che partecipano alle elezioni regionali è surreale.

Non è chiaro come il principio della pari libertà di espressione possa passare attraverso la soppressione degli spazi televisivi. A meno che…

A meno che la volontà della maggioranza non fosse quella di mostrare i denti e di far comprendere come la reale proprietà della Rai è nelle sue mani.

Ma questo era già chiaro da mesi, così come è noto anche al più sprovveduto degli italiani che Vespa e Paragone, con Porta a Porta e L’ultima parola, conducono programmi non ostili al governo, che Floris con Ballarò segue la linea dell’inutilità comunicativa vicina al Pd e che Santoro con AnnoZero naviga in acque perigliose dirigendo il suo lancia siluri a salve verso qualunque porto ospiti una barchetta del premier.

Gli scettici ed i fedeli dell’apostolo Tommaso (che se non vedeva non credeva) dovrebbero avere sufficienti argomenti per comprendere alcune cose molto semplici.

Da anni il Cavaliere conduce una sua personale crociata contro chi lo critica. Salvo che non si limita al dissenso, ma opera ‘concretamente’ per risolvere il ‘problema’.

Ci è riuscito con Enzo Biagi, persino col povero ed innocuo comico Daniele Luttazzi ed in prima battuta con Santoro.

Ma il conduttore di AnnoZero, dopo l’editto bulgaro, si è rivolto alla magistratura (comunista?) che lo ha reintegrato e la Rai ha dovuto restituirgli il programma.

Come anche le superflue intercettazioni recenti raccolte dai magistrati (comunisti?) di Trani hanno confermato, però, l’uomo di Arcore non si è dato per vinto ed alla fine ha raggiunto l’agognato traguardo, bloccare il ‘nemico’ per la seconda volta.

Che per farlo abbia affondato anche i fedelissimi Vespa e Paragone non importa. Per Berlusconi i danni collaterali sono di scarso rilievo.

E molto difficile che la messa in onda o meno di AnnoZero possa spostare un solo voto, ma il principio è quello che conta ed alla fine il conduttore è stato ‘sistemato’.

I martiri, tuttavia, godono di un certo fascino e ‘Papi Silvio’ continua suo malgrado ad essere lo sponsor principale del suo acerrimo nemico. Contenti loro, contenti tutti.

Archiviata questa puntata del duello tra i due rimane aperta una questione.

I partiti, maggioranza ed opposizione, sono oltre qualunque ragionevole livello di guardia. Da anni lottizzano a piene mani e nominano commissioni di controllo che controllano chi loro stessi hanno nominato. Il centro destra critica i lottizzati dal centro sinistra ed il centro sinistra fa lo stesso con quelli lottizzati dal centro destra.

Mentre non si ha notizia di redattore, caporedattore, direttore, capostruttura, programmista regista, autore, valletta o portiere che abbia rifiutato nomina o assunzione perchè frutto di spartizione tra i partiti, i cittadini inermi debbono vedere telegiornali omissivi, programmi senza qualità, giochini a premio per imbecilli, repliche su repliche di film e telefilm d’annata, ‘fiction’ con attori anche quelli indicati dal Palazzo e quant’altro.

I pochi prodotti che si salvano sono letteralmente sommersi da spazzatura ed il servizio pubblico ha ormai perso qualunque caratteristica di utilità sociale.

Lo scontro nel Palazzo, tutto all’interno di una oligarchia di persone del tutto separate dal Paese ed unite in combriccole affaristiche, sta trascinando milioni di italiani verso il disgusto e la disperazione.

Considerare responsabile di questo scempio il solo Berlusconi sarebbe un errore, perchè il conflitto di interessi non risolto e le pratiche di raccomandazione riguardano anche il centro sinistra.

A pochi giorni dalle elezioni regionali nessuno è in grado di dire sinceramente perchè voterà qualcuno o qualcun altro.

I seguaci del premier ed i suoi acerrimi avversari sono una minoranza tra i cittadini, mentre la maggioranza di un popolo oggi è senza identità, senza opportunità, senza sogni e soprattutto con pochi euro in tasca. E non crede ad una parola delle promesse ‘elettorali’.

La domanda allora è: “Come se ne esce?”. Nessun concorrente di quiz al momento è in grado di rispondere.

Roberto Barbera

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