In attesa del voto tra sfide alla morte e botte da orbi
Alcuni ragazzini attraversano un’autostrada per gioco, due candidate si picchiano allegramente.
Autostrada Milano-Genova, un sabato pomeriggio qualsiasi nei pressi del casello di Bolzaneto. La banda è composta da un gruppetto di ragazzini tra i 13 ed i 16 anni.
Nello stesso momento, nei comitati elettorali dei candidati di tutt’Italia i solerti militanti dei partiti stanno probabilmente mettendo in atto le ultime strategie indispensabili per guadagnare le preziose preferenze necessarie per accedere al Palazzo, ai lauti stipendi, alle agognate stanze dei bottoni.
Giovani e meno giovani vestiti in blu per il centro destra, giovani e meno giovani in mix casual-impiegatizio per il centro sinistra.
I ragazzini liguri, invece, sono in divisa da teenager: jeans sformati, scarpe da ginnastica e felpa. Sono in tutt’altre faccende affaccendati.
Raggiungono l’autostrada, rompono le reti di protezione e si sistemano sul ciglio della carreggiata. Alcuni di loro hanno dei telefonini con telecamere, gentilmente forniti da famiglie generose ed distratte.
Mentre da altre parti lo sport è quello di preparare gli ultimi ‘santini’ da consegnare ad amici e conoscenti, i giovanotti si dividono in gruppetti di due e danno il via al ‘rito’.
Si deve correre da un lato all’altro dell’autostrada, attraversare il nastro d’asfalto e sfidare le automobili che sopraggiungono più veloci della luce dai due lati di marcia.
A differenza dei talent show, le regole non impongono alcuna nomination e tanto meno il televoto per escludere alcuni concorrenti. E’ una gara alla pari, non prevede vincitori, ma solo la sopravvivenza.
Contemporaneamente, a Margherita di Savoia, nello lontanissima Puglia, l’aspirante sindaco del Pdl, Gabriella Carlucci, nata ad Alghero, probabilmente residente a Roma e mai stata abitante della cittadina a due passi dal Gargano, e Antonella Cusmai, commercialista e candidata nelle liste del Pd, decidono di azzuffarsi davanti ad almeno 200 persone.
Le due ‘politiche’ ricostruiscono l’incontro all’ultimo graffio in modo diverso. Cusmai sostiene di essere stata “afferrata per le spalle da una persona in preda all’isteria, osannata da una platea invasata”, subendo un trauma al collo, mentre Carlucci ritiene di essersi sentita offesa dalla ‘nemica’ e quindi di averla accompagnata fuori dalla sala del match “in maniera energica”.
I ragazzi liguri riprendono gli attraversamenti dell’autostrada diligentemente coi telefonini. Il compito è assolutamente importante, i video vanno messi su Youtube, quindi bisogna comportarsi bene e non fare errori.
Arriva la polizia e blocca, per fortuna, la performance. Ci sarebbe da dire non tanto perchè c’è il rischio che qualcuno dei giovanotti rimanga spiaccicato, ma per il pericolo si scatenare un incidente terribile e far morire qualche incolpevole automobilista.
I poliziotti chiamano i genitori degli ‘sportivissimi’ adolescenti e si sentono rispondere da alcuni di loro che in fondo non c’è nulla di male se un ragazzino gioca all’aria aperta.
Intanto s’è fatta sera e giovanotti e genitori tornano a casa. La cena aspetta ed il contrattempo ha rallentato le operazioni di cottura.
Questa è l’Italia del berlusconismo, dei tagli all’istruzione pubblica, del ‘Grande Fratello’ e dell’esibizionismo.
Ragazzini che sfidano la morte, candidate che si prendono a botte, galoppini che sperano di ‘guadagnare’ qualcosa dopo l’elezione del loro ‘padrino’.
L’astensionismo sembra crescere, non c’è da meravigliarsi troppo. Non tutti sono totalmente impazziti.


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