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Il premier denigra la magistratura

Autore: . Data: giovedì, 11 marzo 2010Commenti (0)

Presa di posizione del Csm che censura con durezza Berlusconi.

Il plenum del Csm ha approvato ieri il documento che accusa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di aver denigrato e delegittimato la magistratura. Tutti a favore, con la sola esclusione dei membri nominati dal Pdl.

L’organo di autogoverno dei giudici ha sostenuto che i comportamenti del Cavaliere mettono “a rischio l’equilibrio stesso tra poteri e ordini dello Stato sul quale è fondato l’ordinamento democratico di questo Paese”.

L’approvazione del documento ha chiuso una complessa procedura a tutela di magistrati di più uffici giudiziari che erano stati accusati dal presidente del Consiglio di agire per finalità politiche. Nel mirino Berlusconi erano finiti tra gli altri i magistrati del processo Mills, definiti “comunisti” e “anomalia”, i pm che hanno riaperto le indagini sulle stragi mafiose, accusati dal premier di cospirare contro di lui, le toghe di Firenze che hanno messo sotto inchiesta Guido Bertolaso, ai quali fu detto “si vergognino”.

Agli insulti sono state sottoposte anche la Corte Costituzionale e le “bande” dei pm “talebani” “che perseguono fini eversivi”.

Il Csm ha elogiato i magistrati per la “compostezza” ed il “silenzio” con i quali hanno reagito ad accuse “generiche e ingiuste”. Nei confronti del premier i consiglieri non hanno usato giri di parole: l’assunto di una magistratura che vuole “sovvertire l’assetto istituzionale democraticamente voluto dai cittadini” è “la più grave delle accuse” e “una obiettiva e delegittimazione della funzione giudiziaria nel suo complesso e dei singoli magistrati”.

E il pericolo per l’equilibrio tra poteri dello Stato, che è il fondamento della democrazia, è legato proprio al fatto che queste affermazioni- “del tutto inaccettabili” e che gettano “discredito” sulla magistratura, recando un “gravissimo vulnus alla credibilità della giurisdizione” – provengono “dal massimo rappresentante del potere esecutivo”. Perchè “non è ammissibile una delegittimazione di un’istituzione nei confronti dell’altra, pena la caduta di credibilità dell’intero assetto costituzionale”.

I consiglieri hanno affermato di condividere le preoccupazioni in più occasioni espresse dal capo dello Stato, da ultimo nella lettera al vice presidente del Csm, ed hanno rivolto “un pressante appello a tutte le Istituzioni perchè, sia ristabilito un clima di rispetto dei singoli magistrati e dell’intera magistratura, condizione imprescindibile di un’ordinata vita democratica”. Un passo indispensabile anche per poter affrontare “serenamente le auspicate riforme in materia di giustizia”.

Berlusconi è ancora sotto processo per corruzione, fino a quando grazie alle leggi varate dal suo governo non riuscirà ad evitare i dibattimenti ed a bloccare la conclusione dei giudizi nei suoi confronti.

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