Ferrovie: il Sud tagliato in due
Da giorni la linea ferroviaria è interrotta. Disagi per i passeggeri e silenzio stampa.
Da alcuni giorni e per un periodo di tempo ancora non chiaro la linea ferroviaria che collega a sud Napoli con Bari è interrotta tra le stazioni di Foggia e Benevento. In sostituzione dei treni ci sono autobus per superare il ‘buco’ della rete.
Per qualche mistero possibile solo in Italia, il fatto che i collegamenti tra est ed ovest nel Mezzogiorno del Paese siano interrotti non sembra interessare la stampa nazionale e tantomeno le associazioni dei consumatori.
Sì, anche quelle, perchè il disservizio non ha affatto indotto le Ferrovie dello Stato a ‘scontare’ i biglietti per i treni ad ‘alta velocità ’, degli oggetti misteriosi che per collegare Roma a Bari, una distanza di circa 480 chilometri, impiegano mediamente 4 ore e 15 minuti, viaggiando a circa 122 kmh per un prezzo di 50 euro in seconda classe.
Si consideri che il Tgv frencese, per coprire la distanza tra Parigi a Marsiglia, circa 750 chilometri, ha un tempo di percorrenza di tre ore ed un quarto, per una velocità media di oltre 220 Kmh ed il prezzo del viaggio può essere di 75 euro. Ovviamente da quelle parti i ritardi sono sconosciuti o quasi.
Secondo le nostre ferrovie, gli sfortunati clienti non hanno neppure diritto al rimborso, perchè il tempo ancora maggiore di percorrenza dovuto al trasporto in bus (da 60 minuti in poi, dipende) è determinato da cause esterne alle ferrovie.
Ma cosa è successo alla linea? In conseguenza delle piogge di queste settimane, una frana minaccia i binari tra i piccoli comuni di Panni e Montaguto, al confine tra la Capitanata e la provincia di Benevento. Un fenomeno improvviso?
Niete affatto, sono ormai alcuni anni, almeno tre, che la situazione va avanti senza che si trovi soluzione e così il 10 marzo il prefetto di Avellino, Ennio Blasco, e il commissario per l’emergenza idrogeologica, Mario De Biase, hanno deciso la chiusura della ferrovia per la tratta ‘incriminata’ onde evitare possibili sciagure.
Sembra, perchè tutto è nebuloso in questa storia, che la linea resterà chiusa fino a quando la zona adiacente ai binari non sarà messa in sicurezza e non sarà più minacciata dal pericolo di frane.
Altro fatto di rilievo è che il collegamento attraverso la zona appenninica avviene su un solo binario, come se si fosse in qualche remoto Paese del Sud del mondo.
Per Trenitalia la manutenzione della linea, la sua messa in sicurezza, le difese contro frane o smottamenti dipendono chissà da chi, mentre appare chiaro che il disservizio, dovuto alle piogge, secondo i dirigenti dell’azienda (pubblica) deve essere ascritto al Padreterno, che ha voluto dal cielo imporre ai viaggiatori delle Fs i disagi prodotti dalle precipitazioni.
Il disinteresse delle ferrovie per i suoi clienti è infine totale. Arrivati nella stazione di Foggia i passeggeri debbono da soli cercare il parcheggo dei bus (non è stato approntato neppure un cartello) e gli anziani portare i bagagli da soli o chiedere aiuto a qualche compagno d’avventura. Un caos intollerabile, nel quale i cittadini paganti sono trattati come sudditi.
C’è da chiedersi come sia possibile che un disastro di queste dimensioni non interessi nessuno e quando i problemi investono il Mezzogiorno tutto passi sotto silenzio. Se lo stesso problema avesse colpito la linea Firenze – Bologna che sarebbe successo?
Intanto il governo progetta il Ponte sullo Stretto. Se ne sente davvero il bisogno.


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