Elezioni regionali: l’astensionismo potrebbe essere il vincitore
Il fenomeno sarebbe in crescita secondo il professor Mannheimer.
Il noto ricercatore ha sostenuto che sebbene “nessun singolo episodio in sé sposta voti in Italia. O almeno, ne sposta una piccola quantità ” il continuo evolversi di situazioni critiche possono indurre i cittadini a cambiare le proprie preferenze politiche.
E non sono poche le cattive notizie che stanno circolando in queste ultime settimane: assessori corrotti, la vicenda Bertolaso e Protezione civile, la farsa delle liste elettorali, le pressioni sulla Rai.
Per Mannheimer “questi episodi stanno provocando due fenomeni. Il primo è quello della disaffezione alla politica: negli ultimi giorni si sta diffondendo l’idea che i politici sono tutti corrotti, sono una casta, niente comunque cambierà , ecc”, anche se l’effetto dello sdegno non sposterà i voti da uno schieramento all’altro, ma potrebbe produrre “una crescita dell’astensione”.
Il fatto, poi, che quasi tutti gli scandali coinvolgano Berlusconi o il Pdl incide in maggior misura sugli elettori di quel partito ed infatti la fiducia nel governo sta sensibilmente calando.
Tuttavia per il ricercatore milanese appare “altamente improbabile” che i sostenitori del centro destra “decidano di votare Pd”, perchè per loro “l’opposizione è del tutto inconsistente, inaffidabile” ed inoltre “è in un momento di debolezza, a causa delle divisioni interne, e finora non è stato in grado di dare un segno forte di unità ”.
Al contrario appare più probabile, ha spiegato Mannheimer, la “crescita di simpatia nei confronti della Lega”. Il Pdl insomma potrebbe cedere voti a Bossi, ma anche “all’Udc di Pierferdinando Casini”.
In ogni caso per Mannheimer “Berlusconi già in passato ha dimostrato di saper ribaltare situazioni a lui sfavorevoli con un colpo di teatro”, per cui i giochi potrebbero essere ancora aperti.
Si vedrà , ma l’ipotesi di una astensione marcata appare davvero una possibilità molto forte.


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