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Brachino sospeso dall’Ordine dei Giornalisti

Autore: . Data: martedì, 16 marzo 2010Commenti (0)

Il direttore di Videonews (Mediaset) aveva mandato in onda un servizio offensivo nei confronti di un magistrato.

Il direttore responsabile di Videonews, Claudio Brachino, è stato sospeso due mesi dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia per aver mandaro in onda un servizio offensivo sul magistrato Raimondo Mesiano, ‘responsabile’ di aver condannato la sua azienda ad un risarcimento di 750 milioni di euro.

Brachino è stato sanzionato – si legge tra l’altro in un comunicato dell’Ordine – per aver messo in onda su ‘Mattino 5′ il 15 ottobre 2009, un servizio filmato “contenente immagini diffuse in violazione dell’art. 2 della Legge istitutiva dell’Ordine, la n. 69 del 3 febbraio 1969 nonchè degli artt. 137 Dlgs 196/2003 e 6 del Codice deontologico”.

“Il servizio firmato da Annalisa Spinoso (iscritta all’Ordine della Sicilia) – prosegue l’ente di categoria nella nota – ritraeva Raimondo Mesiano, giudice del Tribunale di Milano, che pochi giorni prima aveva emesso in sede civile una sentenza di risarcimento danni di 750 milioni di euro a carico di Fininvest, cui fa riferimento la rete televisiva per la quale Brachino lavora”.

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha ravvisato, nella diffusione del servizio, il mancato rispetto delle leggi deontologiche e la violazione della privacy (già rilevata dal Garante) “al fine di screditare la reputazione del protagonista del video e delegittimare agli occhi dell’opinione pubblica la sentenza da lui emessa in precedenza nei confronti di Fininvest”.

Grazie all’accostamento con immagini “non essenziali e prive in sè di interesse pubblico in quanto notizia”, il servizio “ha prodotto un effetto diffamatorio nel suo insinuare presunte stravaganze e stranezze del personaggio, fino a sfiorare il vero e proprio dileggio. Immagini non essenziali (addirittura il colore dei calzini) costituiscono l’unico contenuto del servizio e sono sostenute da un commento ‘a mo’ di gossip”. “Risulta quanto meno fuorviante – conclude l’Ordine dei giornalisti – alimentare dubbi sulle inchieste di un giudice in virtù della scelta del colore dei suoi calzini”.

Stupefacente la reazione di Mediaset, che negando la realtà ritiene quello nei confronti di Brachino “un provvedimento iniquo che costituisce un precedente pericoloso per la libertà di informazione ed il diritto di critica. E quindi sosterrà il giornalista nell’impugnazione dello stesso”.

Il giornalista ha annunciato “immediato ricorso”, giudicando la decisione dell’Ordine lombardo “un provvedimento profondamente ingiusto”.

Ha detto Brachino: “Mi limito a far notare che subito dopo la trasmissione in un editoriale anche autocritico ho analizzato a freddo quanto accaduto, ponendo una serie di domande sul merito della vicenda sottostante il servizio, a cui nessuno si è preso la briga di rispondere. Nonostante il linciaggio mediatico a cui sono stato sottoposto, ho risposto tempestivamente alla convocazione dell’Ordine discutendo la questione con impegno e serietà. Per tutti questi motivi non posso non pensare che si tratti di una condanna simbolica e tutta politica da parte dell’organismo che dovrebbe tutelare, al netto di ogni calcolo di convenienza ed opportunità, la libertà della categoria”.

La filosofia del direttore di Videonews è singolare, perchè considera un editoriale “anche autocritico” sufficiente per compensare la messa in onda di un servizio offensivo.

La libertà di espressione dovrebbe permettere ai giornalisti l’autonomia di giudizio. Di certo è un caso, ma il reportage realizzato per ‘Mattino 5′ colpiva un magistrato che aveva emesso una sentenza non leggera nei confronti dell’azienda per la quale lavora Brachino.

Libertà per chi allora? Per la stampa o per gli editori?

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