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Berlusconi, Rai, Minzolini: superata l’ordinaria follia

Autore: . Data: martedì, 16 marzo 2010Commenti (0)

Il Paese è sempre più in pezzi, ma media e politica si occupano del nulla. Ieri una giornata da incubo.

Nella giornata di ieri alcuni avvenimenti, largamente trattati dai giornali, hanno offerto l’immagine esatta del degrado italiano.

I fatti sono avvilenti: Berlusconi, il direttore del Tg1 Minzolini e il consigliere dell’Agcom Innocenzi sarebbero indagati a vario titolo a Trani. Potrebbero aver ‘brigato’ tra loro nell’intento di far tacere Santoro ed altri.

Se si pensa al cosiddetto ‘editto bulgaro’, dopo il quale persino Enzo Biagi si ritrovò a casa perchè il premier non lo gradiva in video, non c’è motivo per stupirsi. Invece in molti sembrano in fibrillazione.

Primo avvenimento

Il Consiglio di amministrazione della Rai, o meglio la sua maggioranza nominata dal centro destra, come era prevedibile ha ribadito il blocco dei programmi di informazione. I membri delegati dall’opposizione si sono opposti, voto finale 5 a 4.

Il presidente Paolo Garimberti, secondo fonti di agenzia, sarebbe “amareggiato” per l’esito della riunione.

Fin dal suo insediamento i Cda della Rai ha seguito fedelmente la linea imposta dal presidente del Consiglio, per cui c’è da domandarsi: di cosa si sta discutendo?

Secondo avvenimento

Il premier, Silvio Berlusconi, ha chiesto alla Procura di Trani di sapere ufficialmente se il suo nome è iscritto nel registro degli indagati. I giudici hanno risposto di sì.

Le indagini comunque sono in corso e per Berlusconi i processi sono ‘normale amministrazione’, così come le leggi per evitarli. La richiesta, allora, potrebbe avere non lo scopo di sapere, ma quello di ‘favorire’ la rapida distruzione delle intercettazioni penalmente non rilevanti, ma politicamente pesantissime, prima che finiscano sui giornali. Che il presidente del Consiglio intervenga sugli assetti dei media è noto in tutto il mondo, che abbia deciso a casa sua la nomina di Augusto Minzolini sembrerebbe accertato da tempo. Di cosa ci si meraviglia?

Terzo avvenimento

Il ministro Alfano ha mandato gli ispettori del ministero a Trani. Il motivo l’ha spiegato lui stesso: “L’inchiesta di Trani evidenzia almeno tre gravissime patologie che sono chiare anche allo studente che affronta all’università l’esame di procedura penale. E cioè: un problema gravissimo di competenza territoriale, un secondo problema di abuso delle intercettazioni e un terzo che riguarda la rivelazione del segreto d’ufficio”.

Sulla base di queste considerazioni il guardasigilli ha aggiunto di aver inviato i suoi ‘investigatori’ “per andare a verificare cosa è successo. Ovviamente senza interferire nell’indagine, potere che non mi compete, ma solo per capire come possano verificarsi queste gravi patologie”.

Tutti i membri laici e togati ad eccezione dei rappresentanti del Pdl e dell’Udc nel Consiglio superiore della magistratura hanno subito fatto notare in un documento che l’ispezione potrebbe produrre interferenze in indagini che coinvolgono “personaggi politici di rilievo nazionale”.

Per i firmatari l’attività degli ispettori potrebbe rappresentare una “intimidazione” nei confronti dei magistrati inquirenti e quindi hanno chiesto l’apertura di una procedura di tutela per gli stessi Pm da parte del Csm.

Cosa ci si dovrebbe aspettare da un ministro che è passato alle cronache per essere stato l’estesore del ‘Lodo Alfano’, poi riconosciuto incostituzionale, che doveva servire ad evitare i processi al premier?

Quarto avvenimento

Berlusconi, beccato a telefonare ad un membro dell’Agcom, al ‘direttorissimo’ Minzolini, a chissà chi altro per renderli ‘partecipi’ della propria insofferenza nei confronti di chi lo critica ha dichiarato: “Noi scendiamo raramente in piazza. Ma stavolta è doveroso farlo per difendere la nostra libertà e democrazia. C’è un gioco sempre più scoperto e sempre più pericoloso che vede alleati la sinistra, i suoi giornali, e i magistrati politicizzati di sinistra. Si sono prima inventati una tangentopoli che non c’era e non c’è. Hanno poi provato a schizzare del fango anche sul miracolo compiuto in Abruzzo, hanno cercato di estromettere le liste del Pdl in Lombardia e nel Lazio dando la colpa ai nostri delegati che invece non hanno nessuna responsabilità”.

Il premier, definito dal suo avvocato Nicolò Ghedini “utilizzatore finale” di prostitute, cosa mai avrebbe dovuto dire?

Conclusione

Tonnellate di carta ed ore ed ore di telegiornali sono divorate da polemiche fondate sull’ovvio, perchè ormai anche il più ingenuo degli italiani è consapevole delle condizioni disperate in cui versa il Paese.

Ad esclusione degli ultras del Cavaliere (comunque numerosi) è possibile supporre che la maggioranza dei cittadini vogliano capire come uscire da una crisi che sta rendendo la vita quotidiana un vero e proprio inferno, tra inefficienze, problemi, difficoltà economiche, preoccupazioni e disagi.

Invece si continua la commedia nel teatrino folle delle esternazioni demagogiche. Come è successo ieri, probabilmente accadrà oggi ed anche domani.

E la stanchezza è forse il peggior nemico della democrazia, perchè spinge alla rinuncia ed alla solitudine.

Se l’opposizione non comprenderà subito questo stato di cose diventerà difficilissimo uscire dal tunnel nel quale Berlusconi ha infilato l’Italia.

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