Berlusconi alle comiche
Il premier ricostruisce la vicenda delle ‘liste escluse’. Ancora complotti, magistrati nemici e falsità raccontante dai media. C’è limite alla fantasia?
Il presidente del Consiglio in una conferenza stampa indimenticabile, nella quale la sfrontatezza del potere e la manipolazione dei fatti hanno raggiunto livelli da Regno delle Banane, ha detto: “Siamo qui per reagire all’assoluta disinformazione data riguardo alle vicende del Pdl a Roma. Voglio dire subito che in quello che accaduto non vi è stata alcuna responsabilità riconducibile ai nostri dirigenti e funzionari”.
Da anni Berlusconi ritiene di poter ‘vendere’ agli italiani qualunque cosa, come un bravo piazzista tenta di fare con una enciclopedia. Ma ieri si è tentato di smerciare una scopa elettrica in grado anche di sfornare lasagne, insomma un prodotto che neppure Archimede Pitagorico avrebbe potuto inventare.
Ha continuato il presidente del Consiglio: “Chiedo scusa, ma dovrò essere pignolo” e si è lanciato nella surreale lettura di una ricostruzione degli avvenimenti che hanno portato alla bocciatura della lista del Pdl nella provincia di Roma. Un racconto imbarazzante: “Ore 11:35. Ingresso in tribunale dei presentatori della lista del Pdl, ingresso documentato dalla registrazione all’ingresso di Giorgio Polesi, il nostro delegato per la presentazione delle liste. Più tre persone. Ore 11:40. Arrivo davanti alla cancelleria dei nostri delegati, con relativa documentazione contenuta in un contenitore, circostanza documentata da tre dichiarazioni giurate”, fra le quali “quella di Laura Santarelli, giornalista Rai”.
Laura Santarelli, in realtà , non è una giornalista, ma è interprete del Tg1 Rai edizione Lis, quella per i non udenti. Però soprattutto è la candidata capolista alle elezioni regionali del Lazio per Alleanza di centro, lista collegata con il centro destra, ed il cui leader, Francesco Pionati, sulla questione bocciatura Pdl pensa che “l’Italia è l’ultimo Paese sovietico dopo Cuba nel quale i cavilli burocratici contano più della democrazia”.
Berlusconi è andato avanti con la sua “ricostruzione incontrovertibile, minuto per minuto, depurata da ricostruzioni non veritiere e interessate di certa stampa” per concludere che “è stata posta in atto una gazzarra da parte di altre liste, in particolare dai Radicali, con la scusa che fosse in atto una manomissione delle liste. La gazzarra ha costretto i contendenti ad allontanarsi” e quindi è “stato impedito” ai rappresentanti delle liste del Pdl di consegnare le liste.
Per il premier i due funzionari “Milioni e Polesi chiedevano l’intervento del magistrato ma con loro grande sorpresa, il dottor Diamanti, con l’aiuto di Anna Argento, decideva incredibilmente che erano esclusi, asserendo che si trovavano oltre una linea di un centimetro in questo grande salone”.
Naturalmente le cose sono andate in altro modo. Quindi Berlusconi ha affermato che c’è stato un “marchiano errore da parte dell’ufficio circoscrizionale” che non ha proceduto alla “registrazione” della lista del Pdl. È stato il “frutto di una decisione” che aveva “motivazioni non condivisibili e prive di fondamento giuridico”. Sulla seconda bocciatura, quella del Tribunale amministrativo i suoi rilievi “sono privi di pregio in merito all’applicazione del decreto legge interpretativo”.
Come da copione “il comportamento della sinistra è stato ed è antidemocratico e meschino. Noi ci saremmo comportati nel modo opposto. Ma daremo una lezione alla sinistra” ha proseguito il premier, che dopo essere arrivato a far votare un decreto probabilmente anticostituzionale pur di aggirare i regolamenti, ha ammonito: “Dobbiamo far prevalere le ragioni della politica, i cittadini sono stanchi delle polemiche delle carte bollate”.
All’arrivo nella sala della conferenza stampa, tenuta nella sede del partito in via dell’Umiltà il premier era stato contestato da alcune persone affacciate dal palazzo di fronte. Tra i manifestanti c’erano anche alcuni dipendenti del Quirino, che mentre urlavano hanno lanciato le brochure di presentazione del balletto Romeo e Giulietta in scena nel teatro.
Il commento di Bersani, del Pd, è stato stringato: “Berlusconi ancora una volta si comporta come un agitatore piuttosto che come il capo di governo di tutti i cittadini italiani, tra l’altro con una ricostruzione dei fatti fantasiosa”
La seneggiata è stata prontamente rilanciata dal Tg1 in modo quasi acritico, tanto da spingere il senatore del Partito democratico, Vincenzo Vita a dire: “Più veloce della luce il Tg1 fa il megafono di Berlusconi. Con una tempistica digitale nella sua edizione delle 13.30 riesce persino a raffigurare con tanto di cartelli la ricostruzione del pasticcio delle liste fornita poco prima dal presidente del Consiglio. Tra l’altro, in assenza di programmi di approfondimento con le varie parti a confronto, il ruolo del Tg1 assomiglia da vicino alla Pravda di antica memoria”.
Durante la conferenza stampa c’è stata anche l’aggressione ad un giornalista non gradito da parte del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, di cui diamo notizia qui.


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