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Ancora morti sul lavoro. Nel silenzio totale

Autore: . Data: martedì, 16 marzo 2010Commenti (0)

Continua la strage, senza che si riesca ad imporre un sistema efficace di prevenzione.

Un uomo di 42 anni precipitato da una scala e due giovani di 27 anni: il primo folgorato lungo la linea ferroviaria Milano-Torino, il secondo ucciso da un tubo staccatosi dalla gru dove stava lavorando.

Le tre vittime sul lavoro di ieri sono le ultime di una strage infinita ed il Pd ha denunciato l’assenza del governo e la facilità con cui le imprese riescono ad aggirare le leggi.

Il primo incidente si è verificato attorno alle 10.30: un operaio di 27 anni, Walter Pouli, è morto dopo essere stato folgorato mentre stava effettuando la manutenzione sulla linea elettrica della tratta ferroviaria Torino-Milano, nella stazione Livorno Ferraris in provincia di Vercelli.

Secondo la ricostruzione delle Ferrovie dello Stato “assieme ad altri colleghi” l’operaio stava svolgendo “attività di manutenzione programmata alla linea di alimentazione elettrica del binario 3″.

Nell’operazione, che “necessita la disalimentazione della linea aerea di contatto, la squadra di lavoro ha indebitamente operato in una zona alimentata, per cause in corso di accertamento”.

Il segretario dell’Ugl del Piemonte, Armando Murella ha sottolineato però che nell’ultimo periodo “sono aumentati gli incidenti che avvengono sulle linee ferroviarie”. Un fatto che dimostra, secondo ìl sindacalista, “lo scarso livello di sicurezza in cui i lavoratori sono costretti ad operare. La situazione non è più tollerabile ed è necessario fare tutto il possibile per garantire a chi lavora una maggiore tutela”.

Un altro incidente mortale si è verificato a Pomezia, un comune a sud di Roma. Un operaio di 42 anni, dipendente di uno stabilimento di serigrafia, stava lavorando su una scala per riparare un palo dell’illuminazione all’interno dell’azienda. Improvvisamente, secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, la scala si è rotta e l’uomo è precipitato da un’altezza di otto metri, morendo sul colpo.

La terza vittima è stata un giovane di 27 anni, Sebastiano Marruso, di San Cipriano d’Aversa, in provincia di Caserta. L’operaio stava manovrando una gru in piazza Roma, a Pozzuoli, dove erano in corso dei lavori di ristrutturazione quando si è rotto un tubo della pressione idraulica. Una scheggia metallica ha colpito il giovane che è morto sul colpo.

Un quarto incidente, per fortuna non mortale, ha coinvolto un operaio colpito dal crollo di una struttura portante di un prefabbricato in un cantiere di Cesano Boscone, nell’hinterland milanese.

Il lavoratore è stato colpito parzialmente da un carico di circa 500 chili ed ha riportato vari traumi da schiacciamento, ma non è in pericolo di vita.

Il vicepresidente della commissione d’inchiesta sugli infortuni e le morti sul lavoro, il senatore del Pd Paolo Nerozzi ha dichiarato: “Nell’Italia del terzo millennio si continua a morire di lavoro e questo è inaccettabile. Nonostante la disoccupazione e la cassa integrazione stiano colpendo centinaia di migliaia di lavoratori italiani e le loro famiglie, la tragedia quotidiana degli incidenti e delle morti sul lavoro continua e pare non voler trovare fine. È inaccettabile il fenomeno così come lo è l’inerzia del governo – ha accusato l’esponente del Pd – Ma purtroppo molte imprese hanno capito che le leggi sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, anche se ci sono, possono essere aggirate con facilità perchè le ispezioni nelle fabbriche e nelle aziende, nonchè le sanzioni ai datori di lavoro previste non vengono pienamente applicate. E il governo tace”.

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