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Ancora carriole all’Aquila

Autore: . Data: lunedì, 22 marzo 2010Commenti (0)

Continuano le proteste. Giallo sulle dichiarazioni del vescovo.

Ieri sono tornate le carriole all’Aquila, questa volta, però, non in piazza Palazzo, dove durante la settimana hanno lavorato i mezzi di Vigili del Fuoco e dell’Esercito, ma in piazza Nove Martiri, nel cuore della “zona rossa”, una delle aree del centro storico devastate dal sisma del 6 aprile 2009.

In realtà, a spingere i manifestanti a scegliere questa piazza, è stata la presenza del commissario per la ricostruzione, nonchè presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. Nel momento in cui il corteo stava lasciando piazza Duomo per avviare il lavoro di rimozione e smistamento delle macerie, il governatore è arrivato in centro, spiegando ai presenti di voler raggiungere piazza Palazzo per ringraziare di persona, per il lavoro svolto, Vigili, Esercito e personale dell’Asm, azienda municipalizzata.

Di qui la scelta del corteo delle carriole di deviare per piazza Nove Martiri per evitare qualunque incontro col commissario.

“Vogliamo scoraggiare qualsiasi tentativo di strumentalizzare il nostro movimento”, ha spiegato Giusi Pitari, tra i promotori dell’iniziativa. Che ha aggiunto: ” Non abbiamo nulla contro il commissario Chiodi, ma abbiamo ripetuto più volte ai politici di tenersi fuori”.

Sempre ieri  il vescovo Giovanni D’Ercole, ausiliare e vicario generale della diocesi aquilana retta dall’arcivescovo Giuseppe Molinari, ha detto a ‘la Repubblica’: “Dopo il terremoto del 6 aprile scorso, le macerie sono ancora a terra, salvo qualche rara eccezione. La gente, ancora costretta a vivere lontana dalle sue case, è giustamente esasperata. Ormai non si può più far finta di niente”.

Poi l’alto prelato ha aggiunto: “Con questa iniziativa del popolo delle carriole la gente esprime la sua voglia di partecipazione, per cercare di attirare l’attenzione sulle grandi attese della città ancora costretta in ginocchio dalla ferite del terremoto. Qui la popolazione ha voglia di ricostruzione e sgomberare il centro storico dalle macerie è il primo importante passo”.

Poche ore dopo la pubblicazione dell’articolo, l’Arcidiocesi dell’Aquila ha diffuso un comunicato di rettifica.

“L’edizione odierna del quotidiano ‘La Repubblica’ contiene un’intervista al vescovo ausiliare Mons. Giovanni D’Ercole. L’intervista, però, pur rispecchiando grossomodo il pensiero di Mons. D’Ercole, omette l’apprezzamento del presule per quanto il governo ha fatto all’Aquila dal giorno del terremoto a oggi, con particolare riferimento all’opera da tutti apprezzata del Sottosegretario Guido Bertolaso. Il titolo, soprattutto, non corrisponde per nulla al pensiero del Vescovo, che in nessun modo e mai può dirsi ‘arrabbiato’”, ha scritto la Curia.

Il documento continuava: “Dispiace che un’intervista rilasciata con lo scopo di mettere in luce l’impegno positivo dei cittadini aquilani, desiderosi di ricostruire al più presto la propria città, sia stata presentata come un atto di protesta del Vescovo Ausiliare. Le difficoltà ci sono ed è naturale comprenderle e condividerle, ma per un Pastore quale è mons. D’Ercole è chiaro come sia prioritario non arrabbiarsi, ma portare pace, promuovere il dialogo e far sì che tutte le forze positive (cittadini e Istituzioni) siano coinvolte per il bene di tutti”.

“Questo era l’intendimento del Vescovo – ha concluso la nota – che, pur lamentando lacune, voleva mettere in risalto gli aspetti positivi di questo momento così difficile per gli aquilani”.

Singolare precisazione quella della Chiesa aquilana, anche perchè le frizioni tra cittadini con le carriole e arcivescovo erano emerse domenica scorsa, quando il monsignore era stato contestato al grido di “sei venuto per le telecamere, vuoi solo farti vedere” e Federico Bologna del Comitato 3e32 aveva puntualizzato che a nessuno è precluso di scavare, ma “abbiamo scritto una lettera aperta invitando i politici a tenersi fuori dalla manifestazione e spesso i vescovi sono più politici dei politici”.

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