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Licenziati si uccidono

Autore: . Data: lunedì, 1 febbraio 2010Commenti (0)

Il problema della disoccupazione è sempre più grave.

Fausto era un operaio tagliatore in un’azienda calzaturiera di  Civitanova Marche ed aveva 55 anni. Giovedì scorso si è lanciato da una finestra di casa tre ore prima che l’ufficiale giudiziario gli notificasse lo sfratto.

Prima di uccidersi aveva telefonato alla moglie ed al figlio, in quel momento fuori dall’abitazione, ed aveva detto loro: “Non ce la faccio più, mi dispiace”.

L’ex lavoratore non era più in grado di pagare l’affitto della casa popolare, che nonostante la sua situazione difficile era stato aumentato da 178 a 324 euro mensili. Fausto e molti altri operai del distretto calzaturiero maceratese-fermano hanno perso il posto dal 2007 in avanti, con l’espandersi della crisi del settore. Fino a quel momento erano figure professionali molto ricercate e godevano di buoni stipendi. Poi da un momento all’altro si sono trovati senza nulla.

Il segretario provinciale della Cgil di Macerata Aldo Benfatto ha detto: “Non vogliamo fare polemica nei confronti di nessuno, ma solo invitare a riflettere sul fatto che sarebbero bastati pochi soldi per arrestare la procedura di sfratto. E che una soluzione alternativa, un alloggio-ponte, non sono stati trovati”. Agli enti locali e alle parti sociali il sindacato ha chiesto “maggiore attenzione alle politiche abitative per le categorie che in questo momento vivono una vera emergenza sociale. La parte peggiore della crisi arriverà quest’anno, nel 2010: non si può e non si deve morire per una casa”.

Ieri al Centro grandi ustionati di Verona è morto un altro disoccupato di 35 anni. Era ricoverato lì da sabato pomeriggio, perchè dopo essersi bagnato con della benzina si era dato fuoco.

L’uomo aveva riportato gravi ustioni su oltre il 95 per cento del corpo. A spingere l’ex operaio a suicidarsi è stata la perdita del lavoro. L’operaio era impiegato in una ditta di Zingonia (Bergamo) che è fallita un paio di mesi fa, costringendolo a casa.

Sabato mattina mattina aveva raggiunto con la sua auto la zona industriale di Brembate, è sceso dall’abitacolo, ha preso una tanica di benzina e se l’è rovesciata addosso per poi darsi fuoco. L’intervento di alcuni passanti, tra cui una donna con un estintore, aveva permesso all’uomo di sopravvivere, ma soltanto per poche ore.

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