La trasparenza della campagna elettorale nel Lazio
Claudio Velardi, dal Pci a stratega di Renata Polverini.
Uno dei codici non scritti dei grandi professionisti della comunicazione pubblicitaria impone a chi sta promuovendo qualcosa o qualcuno di credere profondamente in quello che fa.
Conoscere un prodotto e convincersi della sua qualità è indispensabile per poterlo raccontare ad altri. Almeno così dovrebbe essere.
Claudio Velardi è l’uomo che ha il compito di elaborare la strategia comunicativa della candidata del Pdl nel Lazio, Renata Polverini. Di se stesso raccontò in una intervista a Claudio Sabelli Fioretti nel 2002: “Arrivai al Genovesi (il liceo classico di Napoli nel quale studiava, ndr) fascista, leggevo i diari di Galeazzo Ciano. Con le ragazze non funzionava. Mi detti malato per una quindicina di giorni e tornai a scuola comunista”.
L’uomo percorre da anni i corridoi della politica. Da segretario regionale del Partito comunista in Basilicata a consigliere politico di D’Alema, nel periodo in cui era presidente del Consiglio, fino alla nomina ad assessore al Turismo e ai Beni culturali della Regione Campania.
Riassumere le attività ‘imprenditoriali’ dell’ex ispiratore di D’Alema è praticamente impossibile, perchè sono state tutte travagliate e complesse. Dalla fondazione de ‘Il Riformista’, poi venduto al proprietario di numerose cliniche private, Angelucci, per alcuni milioni di euro, alla ‘Reti’ una società che nel 2006 fu presentata alla stampa in questo modo: “Claudio Velardi sbarca a Milano con la sua Reti, società attiva nel lobbying e public affair. Avrà a disposizione uno spazio di 2.500 metri quadrati in via Tortona 25, dove lavoreranno 134 persone nelle varie società controllate, tra le altre: Running, Makno, Silvio Sircana e partner, Gps di Giampaolo Fabris, Just. Tra le nuove iniziative c’è sherpatv.it, una nuova web tv dedicata alle istituzioni e alla politica. Soci di Claudio Velardi in questa avventura imprenditoriale sono altri due reduci dall’impegno politico a sinistra: Massimo Micucci e Antonio Napoli, che nel 2001 decisero di mettere a frutto esperienza e buone entrature nei palazzi romani [...] La sede romana di reti è in via del Plebiscito 102, Palazzo della Gatta, dove per una curiosa coincidenza alloggia anche l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Di circa 20 milioni di euro il giro d’affari consolidato del gruppo, secondo quel che trapela dalla società”.
‘Sherpa tv’ naufragò rapidamente, mentre la ‘Galassia Reti’ rimane una nebulosa della quale si occupò ‘Il Corriere del Mezzogiorno’ nel periodo in cui Velardi era alla Regione Campania sostenendo che l’ente avesse erogato 200mila euro alla Fondazione Capri per il festival del “trendwatching”, una manifestazione curata dalla Gpf di Milano che collegata alla società amministrata dall’assessore-imprenditore.
Tornando alla campagna elettorale di Polverini, l’agenzia ‘Dire’ ha diffuso alcuni giorni fa una notizia in cui si leggeva. “A voler pensar male si potrebbe dire che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ormai non solo il sito della Polverini, ma anche molti blog, sono pieni di colpi bassi provenienti da un IP (il numero che permette di identificare il computer da cui proviene un messaggio) che guarda caso risulta proveniente da ‘Reti Spa’, l’azienda di lobbying che sta seguendo la sua campagna di comunicazione”.
Un blogger, Luca Nicotra, radicale e sostenitore di Emma Bonino, la candidata del centro sinistra alle Regionali, ha spiegato ancor meglio i fatti: “Renata Polverini ha inaugurato il sito per la sua campagna e ha dedicato un intero post per attaccare me e Alessandro Capriccioli (“due radicali”) perchè, dai nostri blog, abbiamo osato ironizzare per il fatto che sul suo sito, il giorno prima dell’inaugurazione, c’erano già dei commenti entusiastici (del tenore di “Ti seguirò con attenzione. Il Lazio ha bisogno di persone serie: non si può andare avanti con questi perditempo.”, “Sono sicura che sarai eletta, Renata. In bocca al lupo.” o “Sapevo che saresti chiara su questo punto. Grazie”), che a questo punto possiamo dire, dopo la sua conferma, erano delle “prove” inserite dal suo staff. Converrete con me che si tratta di prove tecniche buffe. Io nelle prove tecniche tendo a scrivere “prova” o strane scritte come “gagdfga”. Ma tant’è”.
Nicotra ha continuato: “Una cosa che mi viene spontaneo pensare è inoltre che io le prove tecniche, soprattutto se così facilmente confondibili con commenti veri, le eliminerei, se non altro per rispetto verso i visitatori, per non creare confusione, mentre quelle sul sito della Polverini, ad ora (sera del 27 gennaio), rimangono online. Quindi un utente web che non avesse letto questo nostro scambio di opinioni, non potrebbe distinguere tra un commento vero ed uno costruito dallo staff”.
Dopo l’incidente dei commenti, subito un altro ‘fraintendimento’ ha coinvolto la campagna elettorale organizzata da Velardi. Loredana De Petris, Angelo Fredda, Marco Furfaro e Giancarlo Torricelli del coordinamento laziale di Sinistra ecologia Libertà hanno dichiarato: “Sui muri della città di Roma sono affissi manifesti con il simbolo – su fondo rosso – della lista Polverini presidente. Contemporaneamente sulle agenzie di stampa e sui siti online viene messo in risalto il fatto che alla Polverini piace il rosso. Evidentemente, dopo i primi giorni, di campagna elettorale la Polverini è in affanno: dopo le sue innumerevoli gaffes e l’imbarazzo per i suoi sostenitori ‘neri’ è comprensibile che ora voglia confondere i cittadini del Lazio”. “Sappia però la Polverini che non permetteremo nè abusi nè plagi – hanno concluso i rappresentanti di Sel – i simboli di Sinistra democratica e delle altre formazioni che sostengono Sinistra ecologia Libertà non possono essere copiati, e non possono essere confusi gli elettori. Ecco perchè ci tuteleremo in tutte le opportune sedi”.
Insomma, la trasparenza dovrebbe indurre candidati e specialisti della comunicazione alla massima attenzione. C’è solo da chiedersi se la collaborazione di Velardi sia per ‘amicizia personale’ ed a titolo rigorosamente gratuito. Perchè solo in questo modo si potrebbe giustificare una ‘prestazione’ già così discussa offerta ad una candidata dello schieramento opposto a quello nel quale si colloca il consulente.
In caso contrario si configurerebbe un evidente conflitto di interessi e questo non è certo un buon biglietto da visita per la segretaria del sindacato Ugl e pretendente alla carica di presidente della Regione.


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