Incredibile discriminazione per un romanì
Ottiene un risarcimento, ma non può incassarlo. Per la banca è un cliente indesiderabile.
Un detenuto di nazionalità italiana, ma di etnia romanì, deve incassare un risarcimento danni di oltre 400mila euro dall’ azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica (Ater), ma non può avere i soldi perchè per le banche è un cliente “indesiderato” e non può aprire un conto corrente.
Il risarcito, prima di essere arrestato, era stato vittima di una terribile caduta con gravi conseguenze nell’edificio dove abitava e causato dalla pessima manutenzione effettuata dal proprietario del caseggiato, l’Ater appunto.
“Un caso gravissimo di discriminazione, da parte di numerose banche, nei confronti di un cittadino rom di origine italiana detenuto per reati contro il patrimonio”.
Il fatto è stato denunciato dal Garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, in una lettera di protesta inviata al presidente dell’Associazione banche italiane (Abi), Corrado Faissola.
L’uomo, che uscirà dal carcere entro la fine dell’anno, non può però incassare il risarcimento perchè detenuto.
Per mesi il suo avvocato ha interpellato le filiali di diverse banche. Ma tutte hanno fatto capire che si trattava di un cliente indesiderato, rifiutando l’apertura del conto.
“In un momento di crisi come questo – ha scritto Marroni – ognuno dovrebbe essere pronto a fare la propria parte. Anche le banche, che hanno il potere di aprire quei ‘rubinetti economici’ che possono dare ossigeno a tante famiglie. In questo caso invece le banche si sono comportate in maniera opposta, abbandonandosi a un comportamento miope, discriminatorio e in contrasto con ogni norma di carattere etico e comportamentale. Per questo spero in un suo autorevole intervento che possa consentire a quest’uomo – conclude Marroni – di entrare in possesso di quanto legittimamente suo”.


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