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Il sesso delle adolescenti italiane

Autore: . Data: venerdì, 5 febbraio 2010Commenti (0)

Una ricerca mostra una situazione sconcertante.

I giovanissimi italiani fanno l’amore per la prima volta a scuola e non usano precauzioni. Secondo uno studio della Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) per quanto riguarda le ragazze a 14 anni una su 6 ha già fatto l’amore, mentre il primo rapporto avviene tra i 15 e i 18 anni per 6 ragazze su 10. Quasi 4 su 10 non usano nessuna protezione, oppure si affidano al coito interrotto.

Un quadro di incoscienza che diventa pericolosissimo, poichè il 43 per cento delle ragazze ha almeno 5 partner diversi durante le esperienze sessuali, rendendo esponenziale il rischio di trasmissione dell’Aids.

Il sondaggio è stato realizzato nell’ambito del progetto ‘Scegli tu’, nato nel 2005 per promuovere una cultura della sessualità e contraccezione consapevole ed ha coinvolto 600 ragazze intervistate tra Milano e Roma e sul web attraverso il sito ufficiale dell’iniziativa.

Il 57 per cento del campione si è affidato al preservativo al momento del primo rapporto. Il 15 per cento ha scelto la pillola, dato che è salito al 32 per i rapporti successivi.

“Ma l’alta percentuale di ragazze che non si protegge – ha avvertito Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica dell’ospedale San Raffaele Resnati di Milano – è legata anche all’età sempre più precoce del primo rapporto sessuale. Si parla di una parte importante delle nostre adolescenti. Ragazze che fanno sesso a 11, 12, 13 anni. A volte anche prima di aver avuto la prima mestruazione”.

La totale rimozione della sessualità dalle procedure di formazione dei giovani e l’assenza di campagne di prevenzione per l’aids mostrano anche una regressione nell’educazione sentimentale degli adolescenti.

Il rapporto del Sigo rileva che i rapporti sono consumati spesso in fretta e “in situazioni rischiose”. Il 19 per cento delle ragazze racconta di aver vissuto la sua prima volta in macchina, l’11 all’aperto, il 2 in discoteca, ed addirittura il 10 per cento ha scelto le aule della propria scuola.

Graziottin ha rilevato anche: “Quello che emerge dall’indagine è una famiglia assente. I genitori vengono consultati per la scelta dell’anticoncezionale da meno del 5 per cento delle ragazze. Il 45 per cento affronta questo momento da sola”.

Più della metà delle ragazze, il 54 per cento, ha vissuto la prima volta con un compagno non vergine e il 41 ha giudicato l’esperienza insoddisfacente. “Il rischio – ha riflettuto la specialista – è che un partner molto più grande imponga le sue decisioni sulla contraccezione. Per non parlare dei problemi legati alle malattie sessualmente trasmesse, fra cui in particolare il Papillomavirus: la loro incidenza è doppia per le ragazze che hanno una grande differenza d’età con il loro compagno”.

L’incidenza di una educazione oscurantista e della disinformazione, inoltre, mostra anche un fenomeno altrettanto temibile. Tra le donne al di sotto dei 26 anni c’è un 22 per cento che rifiuta il sesso, ritenendo la verginità un valore. Tra le ‘astinenti’ il 55 per cento non vive la propria condizione con serenità, il 38 non ha ancora avuto il primo rapporto perchè non si sente pronta, il 29 perchè non ha incontrato il ragazzo giusto, ma solo il 19 dichiara apertamente essere contrario ai rapporti prematrimoniali.

Lo squilibrio tra precocità ed tempi di attesa eccessivi indicano un Paese nel quale la sessualità non rientra ancora tra le normali cose della vita. La ripercussione sulla qualità delle relazioni interpersonali è evidente, così come il rischio che l’epidemia di aids non si arresti, come recenti dati sembrano indicare.

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