Il piazzista Bertolaso
Dopo l’avvio dell’inchiesta il Capo della Protezione civile parla ovunque e comunque.
Interviste in tv, conferenze stampa, talk show: Bertolaso è ovunque, parla, riparla ed esterna senza soluzione di continuità.
Negli ultimi due giorni ha detto che la Protezione civile “non è una cupola che distribuisce appalti o favori” e che i presunti favori distribuiti ad aziende ‘amiche’ sono “calunnie contro chi da 8 anni lavora per il bene del Paese. La verità è che abbiamo dato fastidio a qualcuno. All’opposizione, e anche alla stampa e a diverse caste”. Per i lavori all’Aquila, il sottosegretario ha ripetuto che “in molti mi hanno chiesto appalti per l’Aquila, ma ogni appalto è passato per gare ufficiali e la commissione è stata presieduta dal prefetto Gabrielli, che è uomo al di sopra di ogni sospetto”.
Poi ha aggiunto in un’altra occasione: “Stanno cercando di distruggere la mia credibilità. È sotto gli occhi di tutti”. Attacano la stampa, per altro molto indulgente con lui, ha sostenuto: “Anche qualche titolo di giornale di oggi (ieri domenica, ndr) continua ad insinuare tutta una serie di comportamenti che non mi appartengono e che non ho mai avuto. Quindi, di che cosa si tratta, se non di cercare di minare la credibilità di un rappresentante dello Stato?”.
Eppure l’attività della Protezione civile sta trovando una forte opposizione, indipendentemente dalla presenza di reati.
Ieri nel capoluogo abruzzese distrutto dal sisma per la seconda domenica consetiva i cittadini sono tornati in centro per appendere simbolicamente delle chiavi sulle transenne del corso per dire “riprendiamoci la città”, da mesi abbandonata a se stessa.
I manifestanti, circa un migliaio, hanno duramente contestato il sindaco Massimo Cialente, un esponente del Pd e sostenitore di Bertolaso.
“Sindaco – gridava un giovane – che hai fatto fino ad ora?”, mentre l’associazione 3e32 che da mesi cerca di denunciare errori e ritardi nell’opera di soccorso, ha scritto: “Sinora Cialente lei è stato dalla parte di quella cricca di politici e affaristi che ci hanno tenuto ostaggio per dieci mesi. Ha fatto parte di quello spettacolo che era fumo negli occhi. Invece di stare con la sua popolazione, la sua città lei, Cialente, ha svolto quel ruolo fondamentale per realizzare quel grande trucco mediatico per cui L’Aquila è già ricostruita”.
3e32 ha continuato criticando il sindaco, perchè ha partecipato “a tutti quei teatrini che hanno contribuito in maniera determinante affinchè si costruisse il consenso e la fiducia necessaria tra gli aquilani per consentire quell’operazione ”miracolosa” che è stato il culmine dall’applicazione del metodo delle emergenze in Italia. In cui la protezione civile c’è dentro fino al collo e abbiamo visto di cosa si tratta. Un’operazione che non è per il bene della nostra città. Una gestione dell’emergenza che ci ha fatto tornare in piazza per l’ennesima volta a urlare che la nostra città e distrutta. Che vede diecimila persone ancora negli alberghi, un progetto c.a.s.e. che ci ha trasformato in qualcos’altro senza che nessuno ci chiedesse niente (mentre a lei hanno dovuto chiederlo). Che ci fa vivere ora in una non-città in cui per lo più non c’è lavoro”.
Infine l’associazione ha posto un ultimatum a Cialente: “Se ora è dalla parte dei cittadini, se vuole davvero riconquistare la nostra fiducia venga tra noi con la carriola a raccogliere le macerie, insieme agli altri. Perchè noi faremo questo e se non è d’accordo non venga, “stattene a casta”, che abbiamo imparato a fare a meno della sua presenza. Intanto facciamoci un applauso. A noi aquilani, che da soli con azioni come quella di oggi e domenica scorsa stiamo riuscendo a riprenderci la città e a svelare le bugie di cui siamo stati vittime. La contestazione a Rai 1 di oggi è stata grandiosa!”.
I partecipanti all’iniziativa avevano duramente criticato la giornalista del telegiornale della prima rete Rai, Maria Luisa Busi, dicendole: “Vergogna! Minzolini è al servizio di Berlusconi! Vergogna! Sono dieci mesi che raccontate che all’Aquila va tutto bene. Grazie a voi gli italiani sono convinti che qui hanno ricostruito le case”.
La cronista del Tg1 ha provato a dissociarsi dalla linea del suo telegiornale, fino a rappresentare lo stato di passività della redazione con una affermazione drammatica: “E io che ci posso fare…”.
Sul fronte delle discutibili operazioni fatte dalla Protezione civile InviatoSpeciale pubblica qui un articolo scritto da Antonello Ciccozzi, docente di antropologia culturale presso l’Università degli Studi dell’Aquila, su quelle che lui considera prove della corruzione che hanno condizionato fin ad oggi l’attività della Protezione civile nel capoluogo abruzzese.


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