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Il complotto contro Berlusconi

Autore: . Data: lunedì, 1 febbraio 2010Commenti (0)

Continua la pressione dei giornali ‘di famiglia’.

La stampa vicina al centro destra o direttamente quella di proprietà della famiglia Berlusconi insistono con la tesi del complotto ordito da ‘servizi segreti’ non meglio identificati contro il premier. La presunta macchinazione avrebbe avuto lo scopo di ‘indebolire’ la figura del presidente del Consiglio per favorirne la caduta.

Sull’argomento la procura di Bari ha diffuso un comunicato, scritto in burocratese, ma esplicito nel senso: “In merito alla notizia di stampa apparsa su Panorama e relativa alla pretesa ipotesi di accordi fraudolenti miranti ad una calunniosa rappresentazione processuale, con conseguente iscrizione nel registro degli indagati di magistrati, politici, giornalisti o professionisti, questa Procura smentisce che vi siano iscrizioni di notizie di reato aventi tale contenuto”.

Il settimanale ha difeso il proprio scoop sostenendo di possedere “riscontri autorevoli e conferme granitiche” e facendo notare che “nell’articolo non si sostiene dell’avvenuta iscrizione nel registro degli indagati di magistrati, politici o giornalisti, ma che questi soggetti compaiono a vario titolo nell’inchiesta”.

Il quotidiano ‘Il Giornale’ ha pubblicato una intervista nella quale un ricercatore universitario, Aldo Giannuli, senza prova alcuna costruisce un teorema nel quale adombra addirittura l’esistenza di ‘manovre’ internazionali ed afferma: “Io andrei a cercare negli Usa o dalle parti di un certo Rupert Murdoch”.

Suggestivi i motivi. Ha detto Giannuli: “Non siamo ingenui. Mettiamola così, qualcuno ha capito che il nostro premier ha un punto debole: le donne. Per ragioni sue ha deciso di partire all’attacco” e poi ha spiegato: “Non credo assolutamente ad una regia italiana. L’operazione è troppo raffinata, studiata nei dettagli, mirata”.

E quale sarebbe il motivo della ‘manovra’? “Perché l’Eni, con la sponda del Cavaliere, sta attuando una politica energetica che gli americani vedono come il fumo negli occhi. L’Eni, che è un colosso mondiale, ha messo le mani sui più importante giacimento iracheno, poi c’è stata la mano tesa a Gheddafi e Chavez, soprattutto l’accordo fra Eni e Gazprom per la realizzazione del gasdotto South Stream che connetterà direttamente Russia ed Unione europea. Chiaro?”, ha affermato il ricercatore.

Ma, non basta, ci sarebbe anche una seconda possibilità: “In alternativa c’è il duello con Murdoch, il signore di Sky. Qui il braccio di ferro fra i due magnati della comunicazione si spiega da sé” persevera Giannuli.

Gli agenti segreti, sempre secondo l’intervistato da ‘Il Giornale’, si sarebbero “appoggiati a qualche personaggio locale” che avrebbe “contattato Tarantini” e così “è saltata fuori Patrizia D’Addario”.

L’agente operativo della Cia o di Mardoch, sarebbe quindi una prostituta che, secondo alcune fonti baresi, era ‘temutissima’ dalla Squadra mobile della questura di Bari per la reiterata abitudine di frequentarne gli uffici, spinta dalla volontà di denunciare altri presunti complotti, in quei casi orditi contro di lei, e per un carattere un po’ fumantino.

Forse neppure Ian Fleming avrebbe potuto avere una intuizione del genere pensando ad una mortale nemica di James Bond.

La D’Addario, quindi, dopo aver avuto “precise garanzie” sia sulla “vita” che sul “compenso” ed essere stata al centro di un traffico “di ingenti somme depositate dalla signorina nel Qatar”, secondo il ricercatore interpellato dal quotidiano diretto da Vittorio Feltri, “ha chiuso deliberatamente la sua carriera di escort e non posso pensare che l’abbia fatto a cuor leggero. Andando a sfidare, col suo registratorino, il premier, la security, le forze di polizia. Ma su, c’è un limite a tutto”.

L’ipotesi è ‘divertente’, perchè una aspirante ‘donna di spettacolo’, costretta alla prostituzione da un uomo che l’aveva avviata al ‘mestiere’ e che dopo essere stato denunciato per questo e per maltrattamenti (da lei), essere stato arrestato ed aver patteggiato la pena (ammissione di colpa) avrebbe rinunciato a vendersi, ma non “a cuor leggero”.

Sorvolando sulla misoginia della tesi di Giannuli, non si capisce perchè i complottisti o le vittime della macchinazione l’avrebbero anche inserita nelle liste elettorali, perchè il premier avrebbe trascorso alcune ore non solo con lei, ma diventando “l’utilizzatore finale”, come l’ha definito il suo avvocato, Niccolò Ghedini, di un certo numero di altre prostitute (c’è chi parla anche di trenta ragazze) e come possa entrare in tutto questo la vicenda delle concessioni realtive al residence che la Mata Hari del Tavoliere da anni tenta di realizzare. E neppure si capisce che fine faccia in questo scenario lo scandalo della sanità pugliese.

Per la verità il quotidiano della famiglia Berlusconi ha pubblicato anche la sintesi delle avventurose ipotesi della sua fonte: “Può darsi che qualche 007 corrotto – ha concluso Giannuli – o qualche talpa interna a Mediaset, abbia agevolato il complotto. Così come è evidente che qualcuno a sinistra ha cercato di speculare su questa storia, senza rendersi conto che una vicenda del genere non indebolisce solo il premier ma l’Italia intera. E lo dico da uomo di sinistra, preoccupato perché talvolta lo stesso Berlusconi sembra affrontare con troppa disinvoltura e senza la necessaria prudenza situazioni difficilissime e assai scivolose. [...] L’obiettivo resta quello di prima: indebolire il premier, destabilizzare l’Italia. Quindi attrezziamoci: il peggio non è passato”.

D’Addario, attraverso il suo legale, ha diffuso un comunicato: “Leggo che sarei al centro di questo complotto ai danni del presidente del Consiglio e che per questa ragione avrei ricevuto un compenso. Apprendo anche di indagini su questo fantasioso complotto architettato da me ed altri non meglio specificati soggetti. Non mi resta che smentire ancora una volta tutti gli aspetti di tale teorema nonché augurarmi che la magistratura faccia chiarezza su tutta la vicenda nel più breve tempo possibile per fugare ogni dubbio”.

Il rinnovato interesse nell’affaire prostitute-Berlusconi è difficile da capire. Perchè la stampa vicina al Cavaliere ha tirato di nuovo fuori una questione che era stata ‘silenziata’ con tanta fatica? E perchè la reazione di chi aveva cavalcato ‘lo scandalo’ è così blanda? ‘Il Corriere della Sera’, che per primo aveva lanciato la notizia, è quasi muto, mentre ‘la Repubblica’ dopo aver messo le famose ‘domande’ nel cassetto si limita ad una cronaca stringatissima.

L’arte del gossip continua a dilagare e le elezioni si avvicinano. Forse la necessità di precedere eventuali campagne ‘moralistiche’ dell’opposizione hanno spinto gli strateghi della comunicazione di Berluscolandia a lanciare la tesi del ‘complotto’, che gli italiani potrebbero gradire, tanto da dimenticare che un premier beccato a trasportare su aerei di Stato ballerine e menestrelli, organizzatore di feste con prostitute, criticato dalla moglie perchè “frequenta minorenni”, nel cui giardino è stato fotografato un leader straniero nudo ed in stato di ‘eccitazione’ non è un esempio di particolare affidabilità.

Ancor meno chiaro è perchè servizi segreti capaci di ordire una “operazione raffinata”, di certo in grado di raccogliere materiali bel più compromettenti o di fabbricarli in modo che possano sembrare autentici, finiscano col cercare una prostituta a Bari per mandarla col registratorino da ‘amatore’ a Palazzo Grazioli.

La crisi americana è sotto gli occhi di tutti, ma che a Langley, Virginia, i superspioni della Cia organizzino un tranello a Berlusconi pensando a D’Addario e Tarantini è francamente insostenibile.

Più credibile invece è la possibilità che le settimane prima delle prossime elezioni diventeranno la fiera del ‘bidone’, nella quale il pettegolezzo giornalistico ruberà la scena alla catastrofe nella quale sta scivolando il Paese. Perchè le conseguenze del crash finanziario mondiale non hanno trovato in Italia alcuna risposta seria ed i problemi della qualità della vita, degli stipendi, dell’occupazione e del lavoro stanno diventando giganti difficili da sconfiggere.

Meglio allora dilettarsi con teoremi scritti da sceneggiatori di terza categoria che trovarsi assaliti dalla realtà. Perchè l’appuntamento di marzo sarà decisivo per le sorti del Paese. La sperata disfatta (da parte della maggioranza) del centro sinistra aprirebbe le porte alle elezioni anticipate e dopo alle riforme costituzionali indispensabili per la definitiva affermazione del regime berlusconiano.

Questo si un gioco serio, del quale nessuno vuole parlare. Ed i cittadini sono ormai abituati al gossip o alle trame da bar dello sport e così è facile confondere le acque. Lo capirà in tempo l’opposizione democratica?

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