Il cinema francese al fianco dei migranti
Quello italiano invece tace.
Il mondo del cinema francese scende di nuovo in campo a favore della regolarizzazione dei sans-papiers, gli immigrati senza permesso di soggiorno e sotto la minaccia di espulsione, con una petizione e un cortometraggio sulle loro azioni di protesta in corso da novembre, presentati ieri alla Cinematheque de Paris.
Al lancio di questa nuova campagna partecipano alcuni dei più grandi nomi del cinema francese, come Bertrand Tavernier (da sempre impegnato nella lotta per i sans papiers), Robert Guediguian, Isabelle Adjani, Tony Gatlif, Jacques Audiard, Costa-Gavras e Laurent Cantet, Palma d’oro a Cannes nel 2008 per “La classe”, portavoce del ‘Collettivo dei cineasti per i sans papiers’, che ha firmato in massa la petizione intitolata “Noi li prendiamo sotto la nostra protezione”.
Di fronte all’indifferenza dei media e dei politici che rendono invisibile lo sciopero intrapreso da novembre da oltre 6.000 lavoratori sans papiers, il Collettivo ha inoltre deciso di realizzare un nuovo film il cui titolo riprende lo slogan di questi lavoratori: “On bosse ici! On vit ici! On reste ici!”, che tradotto vuol dire “Lavoriamo qui, viviamo qui, restiamo qui”.
Il cortometraggio sarà proiettato a partire da martedì su tutte le piattaforme internet e il 10 marzo uscirà in oltre 500 sale francesi.
La petizione, aperta a tutti, è stata già firmata da oltre 350 tra registi, attori, produttori e intellettuali, tra cui Mazarine Pingeot, figlia di Francois Mitterrand.
In Italia non si ha notizia di alcuna presa di posizione significativa dei cineasti contro il razzismo dilagante. Sarà che sono troppo impegnati a lavorare.


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