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Haiti, dove finiscono i soldi degli sms?

Autore: . Data: giovedì, 25 febbraio 2010Commenti (0)

Ieri alla Casa del Cinema di Roma incontro promosso dall’agenzia Agire. In serata, affollato incontro in solidarietà con i bambini orfani e per favorire le adozioni

In seguito al devastante terremoto che ha colpito Haiti, dall’Italia sono stati donati quasi 16 milioni di euro attraverso gli sms o i numeri telefonici fissi. Di questi, 13 milioni e 600mila sono stati raccolti dall’agenzia Agire (a cui si sono rivolti Telecom, Tim e Vodafone), che rappresenta nove tra le Ong italiane più grandi, alcune delle quali operano da tempo nel Paese caraibico, mentre il restante è andato della Croce Rossa (su cui è caduta la scelta di Wind e Infostrada).

Ieri a Roma, alla Casa del Cinema, la stessa Agire ha chiamato a raccolta aziende e privati, con un obiettivo dichiarato: discutere sule modalità di utilizzo di quella mole di denaro, con la disponibilità a raccogliere suggerimenti e proposte. Tenuto conto che, secondo quanto reso noto dalla stessa Agenzia, il ricavato è stato distribuito paritariamente tra le nove Ong rappresentate: vale a dire Action Aid, Cesvi, Cisp, Coopi, GVC Onlus, Intersos, Save the Children, Terre des Hommes e Vis.

Ad Haiti le Ong di Agire avrebbero investito le risorse su vari aspetti legati all’emergenza: dalla distribuzione di 1,3 milioni di razioni alimentari all’allestimento di 7.600 rifugi temporanei nei campi profughi fino al reinserimento nei processi educativi di 21mila bambine e bambini.

Sarebbero state ricostruite quindici strutture comunitarie (scuole, orfanotrofi e centri sanitari) con la realizzazione di 1.360 latrine pubbliche.

Circolano finalmente anche alcuni dati a proposito della gestione degli aiuti a livello mondiale. L’Office for the Coordination of Humanitarian Affair (Ocha) delle Nazioni Unite ha comunicato che sono stati raccolti poco più di 2 miliardi e 35 milioni di dollari in tutto il mondo, attraverso 1330 organizzazioni in 22 nazioni. Ma, stando alla stessa fonte, ben il 43% dell’intera cifra raccolta nel mondo proviene da privati e le cifre al di sotto delle attese si registrano proprio nei Paesi dell’Ue, oltre che in Giappone.

Quest’ultimo, a fronte di 45 milioni di dollari promessi, ne ha indirizzati nell’isola di Hispaniola solo 25 milioni e 327 mila, mentre l’Europa, rispetto agli annunciati 155.375.857, ha fatto pervenire 15 milioni e 342 mila dollari, con un impegno a raggiungere nel tempo la cifra prevista.

I progetti gestiti dalle stesse Nazioni Unite dovrebbero essere rivolti principalmente alle esigenze alimentari (per 480 milioni e 418 mila dollari) e alla tutela della salute (per 177 milioni e 500 mila dollari). Secondariamente, un impegno sarebbe stato garantito per la ricostruzione di case e infrastrutture (157 milioni e 372 mila dollari), mentre 118 milioni sono già stati impegnati per i ricoveri d’urgenza dell’immediato dopo-terremoto. Infine, 215 milioni e 664 mila dollari sono stati dedicati a far fronte alle spese di coordinamento degli interventi umanitari nel loro complesso.

Si tratta ora di verificare, nel corso del tempo, se gli impegni verranno rispettati. E con quali risultati, non solo a breve ma anche a lungo termine.

E con lo stesso obiettivo (quello di raggiungere obiettivi di concreta solidarietà) si è svolta ieri sera una partecipatissima serata di solidarietà con gli orfani di Haiti e per sollecitare una proposta di legge che possa facilitare le procedure di adozione internazionale in caso di calamità naturali.

In via Aldrovandi, al Circolo dei Piemontesi, sono arrivate centinaia di ragazze e ragazzi, chiamati all’appello (su Facebook e non solo) da due giovani professionisti romani, Fulvio Sarzana e Raoul Viola: sono state raccolte moltissime firme in calce alla petizione che invoca la citata iniziativa di natura legislativa (maggiori dettagli sono reperibili qui), è intervenuto Ricardo Augustin (Presidente di ‘Fraternità Haitiana’, l’associazione che rappresenta la comunità del Paese caraibico in Italia), è stato mostrato un video che racconta la tragedia che ha colpito Haiti e lungo il corridoio che conduce alle sale sono state esposte le toccanti e drammatiche fotografie di Alfredo Macchi, giornalista del Tg4, da poco rientrato dall’isola di Hispaniola.

Paolo Repetto

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