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Google condannata

Autore: . Data: giovedì, 25 febbraio 2010Commenti (0)

Una sentenza che potrebbe uccidere Internet nel nostro Paese.

Ancora una volta l’Italia si distingue per la sua assoluta inadeguatezza nel comprendere persino il funzionamento delle nuove tecnologie.

Il tribunale di Milano ha condannato a sei mesi per violazione della privacy David Carl Drummond, senior vice president di Google e all’epoca dei fatti presidente del cda di Google Italia, George De Los Reyes, uscito dalla società nel frattempo e nel 2006 membro del cda di Google Italia, e Peter Fletitcher, global privacy council di Google per la pubblicazione nel 2006 su Google di un video nel quale si vedeva un ragazzo disabile mentre subiva vessazioni da parte di compagni di scuola.

Arvind Desikan, product marketing manager di Google Video per l’Europa è stato assolto.

Il video era stato girato a fine maggio 2006 e caricato nel sistema l’8 settembre 2006 e rimase consultabile fino al 7 novembre, totalizzando 5500 contatti.

L’azienda di Mountain View ha reso noto che farà appello “contro questa decisione che riteniamo a dir poco sorprendente, dal momento che i nostri colleghi non hanno avuto nulla a che fare con il video in questione, poichè non lo hanno girato, non lo hanno caricato, non lo hanno visionato”.

Per Google i tre dirigenti sono stati dichiarati “penalmente responsabili per attività illecite commesse da terzi” e durante il processo “hanno dato prova di coraggio e dignità, poichè il fatto stesso di essere stati sottoposti a giudizio è eccessivo”.

Nel corso del procedimento penali i difensori degli imputati hanno sempre sostenuto che la responsabilità è di chi carica il video in rete, facendo notare che “se questo principio viene meno, cade la possibilità di offrire servizi su internet”.

Per comprendere l’assurdità della decisione dei magistrati milanesi, un semplice esempio. Uno sconosciuto affigge all’insaputa di tutti in un ascensore una sua foto mentre uccide un uomo ed il tribunale condanna il condominio.

Tra norme che consentono la violazione della privacy, campagne scandalistiche sui pericoli della rete del tutto fuori contesto e operazioni opache di tipo legislativo tendenti a favorire monopoli legati al governo la situazione della libertà di informazione in Italia è sempre più critica.

L’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, David Thorne, ha detto ieri: “Siamo negativamente colpiti dalla odierna decisione di condanna di alcuni dirigenti della Google Inc. per la pubblicazione su Google di un video dai contenuti offensivi” ed ha aggiunto: “Pur riconoscendo la natura biasimevole del materiale, non siamo d’accordo sul fatto che la responsabilità preventiva dei contenuti caricati dagli utenti ricada sugli Internet service provider. Il principio fondamentale della libertà di Internet è vitale per le democrazie che riconoscono il valore della libertà di espressione e viene tutelato da quanti hanno a cuore tale valore” che ha concluso ricordando come “il segretario di Stato Hillary Clinton lo scorso 21 gennaio ha affermato con chiarezza che Internet libero è un diritto umano inalienabile che va tutelato nelle società libere. In tutte le nazioni è necessario prestare grande attenzione agli abusi; tuttavia, eventuale materiale offensivo non deve diventare una scusa per violare questo diritto fondamentale”.

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