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Fiat, cresce la tensione

Autore: . Data: lunedì, 22 febbraio 2010Commenti (0)

Sgomberati ieri gli operai Fma a Pratola Serra. In settimana riprende a Roma il confronto

Il viatico all’incontro del 26 febbraio a Roma, presso il ministero per lo Sviluppo economico, al quale parteciperanno i vertici Fiat e i sindacati metalmeccanici, ha le sembianze di un manganello. O almeno così lo avranno percepito il 200 operai che, ieri mattina, sono stati “rimossi” (per usare il cinico e altrettanto brutale linguaggio dei dispacci di agenzia ispirati dalla questura) dalle forze dell’ordine mentre era in corso il loro presidio.

Ci troviamo nell’avellinese, per la precisione a Pratola Serra, dove ha sede uno degli stabilimenti meridionali del gruppo Fiat, la Fma, che produce motori. All’alba di ieri, un centinaio di agenti in tenuta antisommossa è intervenuto per sgomberare le tute blu, suscitando le dure proteste di alcuni esponenti politici (Ferrero e Barbato, di Prc e dell’Italia dei Valori), dei sindacati e consentendo l’ingresso nel piazzale dello stabilimento di dodici autocarri, che hanno caricato i motori che partiranno per gli impianti Fiat di Cassino e per i siti produttivi del gruppo in Turchia.

“La Fiat è responsabile dell’intervento della polizia – ha attaccato il segretario generale delle tute blu Cgil Gianni Rinaldini – che con ingenti forze ha accerchiato il presidio dei lavoratori ed è intervenuta per rimuoverlo, nonostante la presenza di sindaci fra i lavoratori”. Il comportamento del Lingotto, sempre secondo Rinaldini, avrebbe “superato ogni limite di decenza e di possibili relazioni sociali e sindacali”.

Su questa scia si muoverebbe, a detta del sindacalista, anche il governo Berlusconi “che con questi atteggiamenti si rende corresponsabile del clima di tensione che inevitabilmente crescerà in tutti gli stabilimenti Fiat: non è possibile che l’azienda prepari con l’intervento della polizia l’incontro già fissato per il 26 febbraio sulla situazione della Fma”.

Nell’esprimere infine la piena solidarietà ai dipendenti sgomberati, Rinaldini ha annunciato che, nel corso dell’assemblea che si terrà oggi davanti ai cancelli, “si decideranno ulteriori iniziative: la Fiom invita i lavoratori degli altri stabilimenti a decidere opportune iniziative di appoggio nei confronti dei 1.700 lavoratori di Pratola Serra”. Una parte dei quali è stata collocata in cassa integrazione straordinaria, suscitando le forti preoccupazioni che hanno portato i dipendenti a riunirsi davanti ai cancelli dello stabilimento.

“I lavoratori di Fma – ha aggiunto il segretario generale della Fismic Roberto Di Maulo – stanno protestando contro l’assenza di un piano industriale sui motori da parte della Fiat che lascia nell’incertezza il futuro dello stabilimento che occupa oltre duemila lavoratori, tenendo conto anche dell’indotto: sono mesi che debbono sopportare un continuo utilizzo della cassintegrazione, che sta decurtando i loro salari in modo insopportabile”.

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