Fatti di quotidiano malaffare
Ieri nuovi arresti eccellenti. Un parlamentare forse eletto dalla ‘ndrangheta.
Ormai non passa giorno senza inchieste che riguardano la corruzione. Ieri è toccato ad importanti manager di compagnie telefoniche (Fastweb e Telecom Italia Sparkle) per una complessa vicenda di presunto riciclaggio, ma soprattutto i magistrati hanno chiesto l’arresto per un parlamentare, Nicola Di Girolamo.
Nel suo caso non si tratterebbe di mazzette, ma di ben altro. Emissari della criminalità organizzata calabrese avrebbero preso possesso dei certificati elettorali di qualche distretto tedesco, sembra Stoccarda, e votato per De Girolamo. Siccome è lecito supporre che ‘la fatica’ della ‘ndrangheta non si sia limitata al solo senatore c’è da domandarsi se lo stesso trucchetto sia stato utilizzato per la Camera.
Nella vicenda di voti falsificati entrerebbe con un ruolo di primo piano tale Gennaro Mokbel, un romano che alcuni anni fa aveva legami con Antonio D’Inzillo, un ex esponente dei Nar (organizzazione terroristica di estrema destra) e poi diventato un killer della banda della Magliana così ‘qualificato’ da essere stato incaricato dell’uccisione di Renatino De Pedis, uno dei boss della gang.
Mentre ancora non sono chiare le reali attività di Mokbel, definito forse con una certa approssimazione ‘imprenditore’, appare singolare la vicenda di De Girolamo.
Il senatore del Pdl, di origine An, legato a Mokbel, ha già un curriculum di tutto rispetto. Dopo le elezioni del 2008 nelle quali fu eletto con 25mila preferenze nella circoscrizione ‘estero’, il primo dei non eletti, Raffaele Fantetti, ricorse alla Giunta delle Elezioni affermando che De Girolamo non poteva candidarsi in quanto residente in Italia. Sempre l’arrabbiatissimo Fantetti si rivolse anche alla Procura della Repubblica di Roma.
Mentre la Giunta del Senato decideva ‘all’unanimità ’ di valutare ‘in seguito’ la situazione, la magistratura chiedeva l’arresto del senatore per attentato ai diritti politici dei cittadini, falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla sua identità , falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici determinata dall’altrui inganno, concorso in falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, concorso in falsità in atti destinati alle operazioni elettorali, false dichiarazioni sulle proprie generalità .
Il Senato non consentì l’arresto e nel gennaio del 2008 stabilì anche di aspettare per decidere sull’eleggibilità del senatore la sentenza definitiva del processo penale. Si consideri che una legislatura dura cinque anni ed un processo nei suoi tre gradi, a patto che la Cassazione non riapra i giudizi, difficilmente occupa meno sei sette anni.
Intanto Sergio De Gregorio, famoso per un repentino cambiamento di schieramento da centro sinistra a centro destra che produsse non pochi problemi al governo Prodi, annunciava che il senatore Nicola Paolo Di Girolamo era stato nominato vicepresidente della sua fondazione “Italiani nel Mondo”.
Adesso Di Gerolamo, è stato raggiunto dalla seconda richiesta di arresto. Un vero recordman. Le indagini avrebbero accertato che Mobkel avrebbe partecipato a Isola di Capo Rizzuto a riunioni con esponenti del clan Arena per pianificare l’operazione di falsificazione del voto. Telefoni, ex banda della Magliana, ‘ndrangheta, voto degli italiani all’estero: un pasticcio colossale del quale nei prossimi giorni si capiranno i contorni reali.
Per una coincidenza sempre ieri il presidente di Fiat, Luca Cordero di Montezemolo aveva detto: “La lotta alla corruzione è un’impresa titanica” auspicando una reazione da parte dei cittadini, che evitando di “autoflagellarsi” dovrebbero permettere una modernizzazione in grado di sconfiggere il fenomeno. Per il manager la politica avrebbe “una precisa responsabilità : quella di non avere introdotto riforme adeguate per far funzionare bene la macchina dello Stato”.
Per Montezemolo “dove lo Stato non funziona si afferma quella ‘società fai da te’ dove ognuno si sente autorizzato ad arrangiarsi come può, e dunque anche attraverso la corruttela”.
La vicenda del senatore Di Gerolamo, al di là dell’inchiesta sulle presunte frodi fiscali, è emblematica. Come il commento del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi al presidente della Fiat: ” Io mi occupo di cose serie”.
Quali sono le “cose serie”?


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