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Eluana Englaro: la stumentalizzazione del dolore

Autore: . Data: mercoledì, 10 febbraio 2010Commenti (0)

Berlusconi riapre la vicenda.

Il presidente del Consiglio in un messaggio inviato tramite il ministro del Lavoro e Politiche sociali, Maurizio Sacconi, alle suore ‘Misericordine’ della casa di cura ‘Beato Luigi Talamonì di Lecco, dove Eluana Englaro era stata ricoverata per 14 anni, ha sostenuto di provare “rammarico e dolore per non aver potuto evitare la morte” della donna.

Beppino Englaro, il papà di Eluana, ha detto: “Se il presidente avesse accettato l’invito e fosse venuto a vedere Eluana, forse non avrebbe scritto le cose che ha scritto oggi” ed ha ricordato di “aver invitato il presidente Berlusconi a venire a rendersi conto della situazione e di cosa significa stato vegetativo permanente”. “Non avrebbe scritto quella lettera alle suore misericordine e si sarebbe reso conto di ciò che la medicina può creare, una condizione che non esiste in natura e che è solo lo sbocco senza uscita di una serie di terapie”.

Tuttavia, le elezioni si avvicinano e così tutto è utile per cercare voti. La presunta opposizione dei cattolici all’autodeterminazione dei malati ha riaperto il tema delle terapie invasive su pazienti o clinicamente morti o contrari all’accanimento terapeutico.

Sacconi, uno dei più fedeli interpreti del berlusconismo, dimenticando l’assurda bagarre che fu scatenata dal centro destra un anno fa su Eluana, ha sostenuto che il governo “si è appellato al principio della precauzione e della cautela, fondato sull’altrettanto laicissimo principio del dubbio” ed ha continuato: “il mio appello è al confronto rispettoso di tutte le opinioni” e che per questo il suo auspicio “è che il vuoto che si è prodotto con il caso di Eluana Englaro venga colmato da una decisione parlamentare che riconosca come l’idratazione e alimentazione artificiali costituiscano la risposta ai bisogni elementari della persona, e non terapie”.

I regimi per loro natura pensano di dover decidere per i cittadini e così il parere del ministro è che una legge debba regolare le scelte individuali, imponendo ai pazienti terapie umilianti ed inutili sulla base della interpretazione di un pensiero religioso non condiviso per altro da un gran numero di fedeli cattolici.

Beppino Englaro ha commentato le parole del ministro: “L’impostazione della legge sul fine vita in commissione alla Camera va del tutto rivista” e spiegato che “nell’imporre idratazione e alimentazione forzata, si è di fronte a un autoritarismo da Stato etico, perchè non si rispettano i diritti fondamentali sanciti dalla Corte di Cassazione”.

“E adesso parlo per me, non per Eluana – ha insistito – che non si sognino di tenermi in vita così” ed ha concluso a mostrando d conoscere i sentimenti popolari, anche dei cattolici, meglio dei politici.  Il padre della ragazza ha concluso affermando di non temere che la legge governativa venga approvata: “Non hanno i numeri per farlo e devono fare i conti con un’opinione pubblica informata, che è la vera Corte suprema”.

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