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Dall’Inghilterra dieci domande all’opposizione italiana

Autore: . Data: lunedì, 15 febbraio 2010Commenti (0)

Un gruppo di specialisti ha analizzato gli errori del centro sinistra.

Un gruppo composto da professori, giornalisti ed esperti in comunicazione britannici ha partecipato ad un convegno organizzato dall’Open Democracy e dalla Open University e si è riunito al Midland Institute di Birmingham.

Il tema della discussione era “Oltre Berlusconi” e lo scopo dell’incontro era comprendere il peso reale dell’opposizione italiana. Il convegno ha cercato di rispondere ad alcuni quesiti di fondo: perché quand’era al governo il centro-sinistra non ha messo mano al conflitto di interessi? Come amplierebbe in una prospettiva meritocratica le possibilità dei giovani, dissuadendoli dall’emigrare verso paesi più promettenti? Avendo un miliardo di euro da spendere a cosa darebbe priorità, ricerca universitaria, scuola, riduzione del debito pubblico, stimolo alle imprese? E’ possibile che la mancanza di un governo ombra comunichi agli elettori italiani l’assenza di una alternativa in attesa?

James Newell, docente di scienze politiche alla Salford University e direttore del semestrale Bulletin of Italian Politics, ha rilevato che l’infinita serie di scandali prodotti dal presidente del Consiglio italiano non hanno prodotto alcun mutamento negli equilibri politici e tantomeno hanno influito sulla sua popolarità: “Se Berlusconi continua a godere di un consenso del 48 per cento significa che esiste una diffusa seppur non sempre manifesta ammirazione degli italiani per l’uomo che ha piegato a sé il sistema”, ha detto lo studioso.

Francesco Grillo, laureato in Economia alla Luiss e specializzando alla London School of Economics di Londra è presidente di Vision, un gruppo di analisi sulle politiche pubbliche. Per lo specialista la figura del premier è talmente rilevante da condizionare addirittura i suoi avversari: “Senza di lui l’opposizione si sfalderebbe in un istante”.

Daniele Albertazzi, Senior Lecturer in European Media all’università di Birmingham, pensa inoltre che “Berlusconi è la colla del centro-destra, l’anima del popolo delle libertà”.

L’ex direttore di ‘The Economist’, Bill Emmott, ha spiegato: “La sinistra è complice di Berlusconi. Perchè, mi piacerebbe chiedere a Massimo D’Alema: ha cercato di accordarsi con lui?”.

Paola Subacchi, Research Director in International Economics di Chatman House, da parte sua vede l’Italia come un Paese in declino, progressivamente sempre più ininfluente nella politica internazionale e con caratteristiche sempre più vicine a quelle di un “Paese emergente”, come si desune anche dai dati sull’occupazione femminile, i peggiori d’Europa.

Per l’ex direttore di ‘The Economist’, il Belpaese ha anche perso di vista le grandi trasformzioni prodotte dalla globalizzazione e che “dopo gli sforzi di modernizzazione degli anni ’90, il Paese si è mosso in direzione opposta al mondo allontanandosi dalla meritocrazia e dal liberismo”.

Andrea Biondi, coordinatore della sezione londinese del Pd, è possibile che l’opposizione italiana, al di là dell’antiberlusconismo, non abbia alcuna terreno strategico in comune, ma piuttosto viva una specie di subalternità nei confronti del Cavaliere: “Basta pensare che abbiamo ribattezzato “circoli” le vecchie sezioni di partito per capire quanto perfino il linguaggio del centro-destra ci influenzi”.

Geoff Andrews, giornalista ed autore del libro ‘Un paese anormale – L’Italia di oggi raccontata da un cronista inglese’, per comprendere la situazione le domande da fare all’opposizione italiana sarebbero tante, quanto numerose sono le anime che attraversano gli avversari del premier.

Così dopo le dieci domande fatte da ‘La Repubblica’ a Silvio Berlusconi, dal convegno di Birmingham sono emerse altrettanti quesiti, ma questa volta per il centro sinistra.

Eccoli:

1. quali sono  i vostri  principali valori politici al di là dell’antiberlusconismo?

2. perché quando l’opposizione ha avuto la possibilità  di governare non ha regolamentato il conflitto di interessi?

3 quale è la visione della società italiana del futuro e per quale tipo di giustizia sociale vi schierate?

4. qual è la vostra visione della globalizzazione e come vedete l’Italia in essa?

5. come pensate di aumentare le possibilità a disposizione dei giovani in una prospettiva meritocratica e qual è la vostra risposta alla lettera di Pier Lugi Celli che invitava il figlio al lasciare l’Italia?

6. Sarete in grado di apportare serie riforme della classe politica in termini di: numero dei parlamentari; immunità legali; presenza di parlamentari con  problemi giudiziari; costi della politica

7 è possibile che l’inesistenza di un governo ombra o il fallimento nel tentativo di crearlo comunichi agli elettori l’assenza di un governo alternativo in attesa e quindi comunichi la non presenza di un’opposizione ufficiale in Italia?

8. perché non c’è un reale interesse e capacità nell’usare i nuovi media?

9. Se aveste un miliardo di euro di risorse extra come le utilizzereste? Ricerca universitari, Scuola, riduzione del debito pubblico, rafforzamento delle forze di polizia, stimolo alle  imprese, tutela del lavoro?

10. Avete un Obama capace di sfidare Berlusconi in carisma e popolarità ma al tempo stesso di creare una visione e  un sogno per gli elettori che vi dovrebbero votare?

C’è da ritenere che nessuno risponderà mai, per totale assenza di idee.

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