C’è posto all’asilo. Per i cristiani
Approvato dal consiglio comunale di Goito (Mn) un regolamento che discrimina
Ahinoi, certe notizie non fanno più notizia. Tra sgomberi di bambini Romanì e “White Christmas” (dal titolo dell’iniziativa della giunta di Coccaglio, vicino a Brescia che chiedeva agli italiani di denunciare i clandestini per cacciarli via tutti entro Natale: qui si trovano maggiori dettagli) ci mancava soltanto l’asilo comunale riservato ai cristiani.
Il regolamento in questione è stato varato a maggioranza due giorni fa dal consiglio comunale di Goito, cittadina (che ha “ospitato” una famosa battaglia nel 1848) in provincia di Mantova, e ne ha dato notizia l’omonima “Gazzetta” nell’edizione di ieri. All’articolo 1 – apprendiamo – “pone come condizione per iscrivere il figlio all’asilo l’accettazione di una sorta di preambolo religioso: la provenienza da una famiglia cattolica o cristiana, escludendo di fatto molte famiglie di immigrati di diverso orientamento religioso. Resta da stabilire se nell’ispirazione cristiana siano comprese le coppie divorziate o i non credenti”.
Infatti, “pur essendo l’asilo pubblico, da sempre viene gestito secondo criteri che si ispirano al cristianesimo”. Per la cronaca, la giunta è di centrodestra, anche se è guidata da un sindaco di area Udc, Anita Marchetti, appoggiata da parte del Pdl e dalla Lega Nord. Dal canto suo, il centrosinistra ha sollevato in aula il tema dell’incostituzionalità ma la maggioranza ha esplicitamente sostenuto che l’eventuale divieto all’iscrizione, in nome del rispetto di una “tradizione” consolidata, non andrebbe contro i dettati della Carta.
L’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) ha già presentato un esposto. Resta il fatto che, almeno per ora, a Goito “l’ispirazione cristiana della vita” è diventato un fattore discriminante. Servirebbe a questo punto il regolamento del regolamento.
Ad esempio: la figlioletta della signora impellicciata rispettosissima del precetto domenicale della Santa Messa ma razzista nel segreto della confessione, sarà considerata cristianamente ispirata? Oppure: potrà iscrivere il figlio all’asilo l’estremo militante leghista che venera il dio po ma si improvvisa difensore della cristianità quando pretende dai “suoi” politici la ferma battaglia contro le moschee? Mentre che fine farà il pargoletto dell’ateo miscredente che si batte per i diritti sociali e civili, pur desiderando di confinare taluni valori professati da papa Ratzinger dentro le mura vaticane?
Proponiamo qui un ventaglio di risposte. Nel primo e nel secondo caso, le porte dell’asilo comunale si schiuderanno senza indugio, mentre nella terza ipotesi sarà meglio mettere preventivamente mano al portafogli e invocare l’aiuto della baby sitter. O magari no: la vicina scuola materna delle suore potrebbe rivelarsi più comprensiva.
Paolo Repetto


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